Friuli Venezia Giulia
    20 Aprile 2021 Aggiornato alle 19:42
    Cronaca

    DPCM, le interpretazioni del Commissario di Governo

    Le regole sono chiare: niente gite in montagna

    I chiarimenti del prefetto Valenti ai dubbi sollevati dai cittadini: sì alle escursioni sulla neve solo se si ha una seconda casa nella zona. Il nodo degli affitti
    Credits © TGR Solo chi ha una seconda casa può andare in gita in montagna
    Solo chi ha una seconda casa può andare in gita in montagna
    È assolutamente inutile programmare gite fuori porta cercando scappatoie nelle pieghe del DPCM; almeno fino al 30 gennaio termine dell'ordinanza del ministro della Salute per la zona arancione in Friuli Venezia Giulia. Il Governo ha aggiornato la pagina delle domande frequenti sulle misure anticovid, ma il Prefetto di Trieste Valerio Valenti, in accordo con la Regione, ha dato la sua interpretazione definitiva. 

    Non ci si può recare in montagna per sci di fondo, ciaspolate o passeggiate nella neve a meno che non si abbia una seconda casa nella zona. L'equivoco potrebbe nascere da una risposta del Governo ad una delle "domande frequenti" sugli spostamenti (le cosiddette FAQ), dove si afferma che "è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune purché si trovi nella stessa Regione".  

    Il sito nazionale cita l'esempio dei campi da tennis, non delle piste da fondo, ma è il Prefetto, in ogni caso, a fugare ogni dubbio: «La zona arancione non è un libera tutti» dice Valenti «anzi, limita espressamente gli spostamenti non necessari. Non è possibile per chi abita sulla costa recarsi nel Tarvisiano. Ogni interpretazione di parte è in conflitto con l'impostazione generale del DPCM.»

    Rimane la possibilità di fare attività motoria all'aperto ai confini delle città. Un esempio è una passeggiata sul Carso triestino lungo la pista ciclabile, che però sconfina nel Comune di San Dorligo. In questo caso, poichè lo spostamento è funzionale unicamente all'attività sportiva stessa e la destinazione finale coincide con il Comune di partenza, si può fare. 

    Il sito del Governo chiarisce poi che si può andare nelle seconde case se c'è abitualità, se è di proprietà, o se c'è un contratto di affitto anteriore al 14 gennaio scorso.
    
    					

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