Friuli Venezia Giulia
    25 Febbraio 2021 Aggiornato alle 12:34
    Cronaca

    Friuli Venezia Giulia: rosso scuro per l'UE, giallo per il Ministero

    Sembra una contraddizione ma non lo è. I parametri che assegnano un colore o l'altro sono del tutto diversi tra Bruxelles e Roma
    di Antonio Di Bartolomeo
    Credits © Ansa Il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders
    Il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders
    Rosso scuro per l'Unione Europea, giallo per il Ministero della Salute. Sembra una contraddizione per il Friuli Venezia Giulia, ma non lo è, perché i parametri che assegnano un colore o l'altro sono del tutto diversi tra Bruxelles e Roma. Per l'Unione il criterio più importante è l'incidenza del virus nella popolazione; mentre Ministero della salute e Istituto Superiore di Sanità mettono insieme 21 parametri all'interno dei quali l'incidenza proprio non c'è: l'algoritmo stabilisce la classificazione di rischio, che per il Friuli Venezia Giulia è scesa da alta a moderata. E poi conta molto l'indice di trasmissione Rt, dirimente per finire in zona rossa.

    Ma cos'è questa proposta della Commissione Europea e perché è così importante? Già in ottobre fu introdotto un sistema a colori che dà la facoltà agli stati membri di imporre test e quarantena a chi arrivi da aree non verdi, che a causa della diffusione del contagio ora quasi non esistono. La novità proposta dal commissario per la giustizia Didier Reynders prevede che sopra i 500 casi ogni centomila abitanti negli ultimi 100 giorni una regione entri nella fascia rosso scuro: anche se la situazione sta migliorando, il Friuli Venezia Giulia rimane sopra quota 600.

    Per la Commissione vanno evitati tutti i viaggi non essenziali e chi ritorna da aree rosso scuro dovrebbe sottoporsi prima a tampone e a quarantena. La proposta sarà valutata nelle prossime settimane dal Consiglio Europeo, l'organo che rappresenta i singoli stati membri. Vedremo quale sarà la posizione dell'Italia, mentre i Presidenti di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna bocciano l'idea sostenendo che il sistema penalizzerebbe chi fa più tamponi. Se il quadro dell'epidemia migliorerà il rischio rosso scuro sarà comunque evitato.
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