Friuli Venezia Giulia
    18 Ottobre 2021 Aggiornato alle 22:12
    Salute

    AIFA POTREBBE ALZARE L'ETA' PER ASTRAZENECA A 65 ANNI

    Finora in Fvg nessun caso di variante sudafricana e brasiliana

    Al via la seconda campagna nazionale di sequenziamento. In Fvg ne saranno effettuati una cinquantina, numero maggiore di quanto richiesto dal Ministero della Sanità. Saranno usati campioni ad alta carica virale
    di Antonio Di Bartolomeo
    Credits © Tgr Ricerche in corso al laboratorio dell'ICGEB
    Ricerche in corso al laboratorio dell'ICGEB
    La commissione tecnico-scientifica dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, si riunisce oggi (17 febbraio 2021) per dare il via libera alla somministrazione del vaccino Astrazeneca a chi ha meno di 65 anni ed è in buona salute.

    Ieri tecnici dell'Aifa stessa, di Ministero della Salute e Regioni, di Istituto superiore di sanità e Agenas hanno convenuto sulla necessità di adeguarsi con l'età a quanto stabilito dalla maggioranza degli Stati europei.

    Il siero di Astrazeneca finora era stato indicato come preferibilmente da iniettare a chi ha meno di 55 anni.

    L'allargamento della platea a chi è nato dal 1957 in poi permetterebbe di coprire la grande maggioranza della popolazione in età lavorativa.

    Per gli anziani e per chi ha particolari problemi di salute ci sono i vaccini di Pfizer e Moderna.

    Il siero progettato dall'Università di Oxford è in questa fase diretto alle categorie prioritarie, come personale dell'istruzione, forze di polizia e forze armate e vigili del fuoco.
    DI BARTOLOMEO VARIANTI E VACCINI
    Al momento in Friuli Venezia Giulia, tra i campioni analizzati, non è stata rilevata la presenza delle varianti 'brasiliana' e 'sudafricana' al covid.

    Lo ha reso noto il vicepresidente del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, rispondendo a un'interrogazione a risposta immediata in Consiglio regionale.

    "Sta procedendo - ha precisato - la sorveglianza" sull'eventuale presenza delle "due varianti di interesse per la
    sanità pubblica, le cosiddette 'sudafricana' e 'brasiliana', con il monitoraggio dei casi indicati" secondo circolare "e con un'indagine su campione casuale tra i tamponi con carica virale elevata provenienti da tutta la regione. Al momento su ottanta sequenze di campioni raccolti da dicembre a febbraio nessuna rappresentava  le varianti brasiliana e sudafricana".

    Intanto è sul punto di cominciare la seconda indagine nazionale sulle varianti. Questa volta non si andrà solo alla caccia dell'inglese, ha fatto sapere ieri il ministero della Salute in una videoconferenza con le Regioni. Si cercheranno anche le mutazioni che si sono viste in Sudafrica e Brasile o altre varianti che preoccupano per la loro maggiore contagiosità o per la potenziale capacità di sfuggire al vaccino, come quella appena individuata in Campania.

    Il Friuli Venezia Giulia intende realizzare una cinquantina di sequenziamenti, andando anche oltre la richiesta del ministero della Salute. I campioni saranno raccolti dai laboratori regionali sui prelievi effettuati domani. Saranno preselezionati quelli con alta carica virale.

    Alcuni di questi, sulla base di un sorteggio, saranno inviati all'Area di ricerca per il sequenziamento. I risultati sono attesi entro il 25 febbraio.

    La prima indagine ha mostrato una presenza della variante inglese in Friuli Venezia Giulia inferiore alla media nazionale.
    
    					

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