Friuli Venezia Giulia
    02 Luglio 2022 Aggiornato alle 19:12
    Economia & Lavoro

    Cassa integrazione Covid: in FVG mancano all'appello 1300 bonifici

    I più penalizzati dai ritardi sono i dipendenti di piccole imprese artigiane e bar e ristoranti. Era già successo dopo il lockdown in primavera. L'Inps replica: siamo al 98% delle pratiche concluse, ma manca personale
    di Francesca Terranova
    Credits © tgrfvg Operaio al lavoro in una impresa
    Operaio al lavoro in una impresa
    Ci sono centinaia di lavoratori in cassa integrazione che non ricevono un euro da mesi. Vittime dei ritardi sono anche coloro che già aveva presentato domanda in primavera e di cui l'Inps ha già tutti i dati anagrafici e di pagamento bancario.

    I più penalizzati sono i lavoratori di migliaia di piccole e micro imprese artigiane, ma anche i dipendenti di bar e ristoranti.

    "Troppe carenze di personale in Inps, - dice Alberto Monticco, segretario Regionale della Cisl - tutto arriva in ritardo, non solo la cassa integrazione, ma anche gli assegni familiari, le maternità, le indennità di disoccupazione".

    E il peggio deve ancora arrivare: tra 50 giorni scadrà, salvo proroghe, il blocco dei licenziamenti. "Un tampone, che, fa notare Monticco, non basta più, bisogna agire sull'emorragia di lavoro con progetti di ampio respiro per creare nuove opportunità."

    Il direttore dell'Inps regionale Paolo Sardi, rassicura: liquidato il 98% delle 73.500mila domande di cassa integrazione.

    Questo vuole dire che restano ancora circa 1300 bonifici da fare. Sardi assicura che tutte le domande vengono prese in carico in un paio di giorni dalla presentazione. Ammette la mancanza di personale: l'età media dei 500 dipendenti è elevatissima (57 anni): entro l'anno ne andranno in pensione una settantina. Servirebbe nuova forza lavoro giovane ma non si vedono concorsi all'orizzonte.
    
    					

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