Friuli Venezia Giulia
    20 Aprile 2021 Aggiornato alle 19:42
    Politica & Istituzioni

    Nuove regole anti Covid: salta l'idea di un'unica zona arancione nazionale

    Diversità di vedute alla Conferenza delle regioni in vista del nuovo decreto nazionale. Intanto preoccupa la riduzione della consegna delle dosi di vaccino AstraZeneca.
    di Antonio Di Bartolomeo
    Credits © tgr
    Le regioni non proporranno alcuna zona arancione nazionale al governo come si era ipotizzato dopo le parole del presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, favorevole a misure restrittive e omogenee su tutto il territorio italiano.

    E' una delle prime indicazioni che arrivano dalla Conferenza delle regioni. All'ordine del giorno le nuove regole da proporre all'esecutivo in vista della scadenza del DPCM del 5 marzo.

    I presidenti di regione si sono presentati con posizioni diverse all'incontro: Emilia Romagna, Toscana e Campania sono per stringere. Altre regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia, sono contrarie. La maggioranza, per il governatore Massimiliano Fedriga.

    Alcuni punti di consenso tra i presidenti ci sono, come la proroga del divieto di spostamento tra regioni e la necessità di rivedere il sistema attuale, che porta le categorie economiche a confrontarsi con aperture e chiusure continue. Si sta ragionando anche su come riaprire in sicurezza cinema e teatri, ristoranti la sera o palestre. Riaperture che non saranno necessariamente immediate.

    "Dobbiamo perfezionare un modello che si basi sul metodo scientifico individuando dove, e da chi, realmente ha origine il contagio" ha affermato il governatore Fedriga. "Ad oggi alcune "chiusure" sembrano essere ingiustificate e penalizzanti (anche dalla mancanza dei necessari ristori). E lo dice uno che ha dovuto difendersi al Tar per aver deciso di chiudere le scuole perché i dati evidenziavano il rischio della diffusione del contagio" ha poi aggiunto.

    Sì alle zone rosse locali e mirate laddove, se la situazione lo richiede. Non è detto che già oggi sarà prodotto un documento comune da sottoporre alla neoministra Mariastella Gelmini. La decisione finale spetta al governo. Il premier Mario Draghi non si è esposto finora, ma ha assicurato un congruo anticipo nel comunicare le misure.

    Intanto preoccupa il taglio delle forniture dei vaccini Astrazeneca su scala nazionale: la prossima settimana il Friuli Venezia Giulia ricevera 10.100 dosi, il 10 percento in meno del previsto. Ma la riduzione non inciderà in maniera rilevante sulla campagna vaccinale, rassicura il vicepresidente Riccardo Riccardi
    
    					

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