Friuli Venezia Giulia
    25 Febbraio 2021 Aggiornato alle 19:21
    Politica & Istituzioni

    Fedriga: "Barriere contro chi nega le foibe, via l'onorificenza a Tito"

    "Il nostro Paese deve mettersi in discussione per le posizioni del passato", ha detto il governatore nella cerimonia a Basovizza
    Credits © Il governatore Fedriga alla Foiba di Basovizza
    Il governatore Fedriga alla Foiba di Basovizza"
     "Occorre mettere una barriera di dignità davanti a chi vuol negare i drammi della persecuzione titina al confine orientale". Per questo, e anche contro ogni "rigurgito negazionista" essere "qui è fondamentale oggi". Così il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, in occasione della cerimonia tenutasi al monumento nazionale della Foiba di Basovizza nella ricorrenza del Giorno del Ricordo.

    "Su questo la Regione Friuli Venezia Giulia vuole fare la propria parte. Non siamo disposti, infatti, a retrocedere rispetto a una posizione che pretende con chiarezza la verità". "Per questo dobbiamo ringraziare il Presidente della Repubblica Mattarella che proprio in questi giorni ha sottolineato quanto sia colpevole il negazionismo. È fondamentale - ha rimarcato il governatore - che il Capo dello Stato vada in questa direzione".

    "Il nostro Paese - ha aggiunto Fedriga - deve mettersi in discussione per le posizioni del passato che hanno visto addirittura consegnare una onorificenza a Tito. Oggi chiediamo una presa d'atto e l'abrogazione immediata della norma che ha reso possibile questo scandalo. La Regione farà pressione verso il Parlamento affinché si proceda, senza più esitazioni, in questa direzione".

    Anche il Piemonte si è unito al presidente del Fvg nella richiesta: "Sono depositate in Parlamento alcune proposte di legge che prevedono la revoca di tale onorificenza al dittatore jugoslavo e che, purtroppo, giacciono in attesa della discussione e della votazione - ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. "Da un lato, con una legge del 2004 votata a larghissima maggioranza, lo Stato ha istituito il Giorno del Ricordo in memoria dell'esodo giuliano-dalmata e della tragedia delle Foibe, dall'altro continua a a vedere presente l'ingombrante figura di Tito nell'elenco delle persone onorate dalla decorazione di più alto profilo istituzionale. Una contraddizione che continua a far male". 

    Fedriga ha ringraziato le associazioni e i cittadini che "anche nei periodi bui hanno portato avanti una importante battaglia di verità. Senza di loro - ha concluso - le celebrazioni del 10 febbraio non ci sarebbero". 
    
    					

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