Friuli Venezia Giulia
    12 Aprile 2021 Aggiornato alle 18:33
    Politica & Istituzioni

    Contributo affitti: "Stranieri discriminati, graduatorie da rifare"

    Sentenza del Tribunale di Udine stabilisce che non devono più certificare di non possedere case all'estero. Fedriga: "Valutiamo un ricorso: così si discriminano i cittadini italiani"
    Credits © Tgr Rai Fvg Il tribunale di Udine
    Il tribunale di Udine
    La Regione dovrà modificare il Regolamento per il sostegno al contributo economico degli affitti perché "discriminatorio" nei confronti degli stranieri. Lo ha stabilito il Tribunale di Udine con un'ordinanza. A renderlo noto è l'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione. Accolto il ricorso proposto da cinque cittadini stranieri che si erano visti dichiarare inammissibili le domande di contributo affitti perché non avevano fornito documentazione del Paese di origine.

    Secondo il Tribunale, visto che il requisito di non avere immobili di proprietà vale tanto per gli italiani quanto per gli stranieri, è discriminatorio richiedere al solo straniero documentazione ulteriore rispetto all'Isee sul quale tutti devono indicare le proprietà immobiliari all'estero.

    Ora le graduatorie andranno rifatte: secondo Asgi solo a Trieste gli esclusi dalla prestazione sarebbero oltre 500.  "Ne prendiamo atto con rammarico", il commento del governatore Fedriga, che ha aggiunto come la Regione stia valutando se ci sono margini per resistere alla sentenza".

    "In Friuli Venezia Giulia non viene fatto nulla di straordinario - afferma il presidente della Regione. "Chiediamo solamente che queste persone certifichino di non possedere una determinata proprietà. Non vi è nulla di discriminatorio in tutto questo".

    "Al contrario - sottolinea Fedriga - riteniamo che la decisione del Tribunale di Udine sia fortemente discriminatoria nei confronti dei cittadini italiani che di fatto fanno una autocertificazione verificabile, a differenza di chi è chiamato a produrre una autocertificazione non verificabile".

    "Nessuno vuole discriminare queste persone però riteniamo ci debba essere un principio di priorità che - conclude Fedriga - tenga nella giusta considerazione chi adesso si trova in uno stato di difficoltà, ma che per tanti anni, pagando le tasse in Italia, ha contribuito a far crescere il proprio territorio". 
    
    					

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