Friuli Venezia Giulia
    18 Maggio 2021 Aggiornato alle 16:38
    Economia & Lavoro

    Primo maggio: gli effetti della pandemia al centro delle manifestazioni

    Festa del lavoro celebrata in forma ridotta e senza cortei a Trieste, Cervignano e Pordenone. Le testimonianze di chi ha perso il posto
    di Alessandra Zigaina
    Credits © TGR La manifestazione in piazza Unità a Trieste
    La manifestazione in piazza Unità a Trieste
    E' la pandemia, e non poteva essere altrimenti, la protagonista assoluta delle manifestazioni del Primo maggio.

    La pandemia con i suoi effetti collaterali: per una volta non sanitari, ma quelli sul lavoro e sulle famiglie. A Cervignano è tornata la manifestazione regionale, annullata lo scorso anno, con un solo trattore in piazza a ricordare lo storico corteo.

    Tra gli interventi anche le testimonianza di chi ha subito sulla propria pelle le conseguenze dell'emergenza sanitaria.

    Da Cgil, Cisl e Uil l'appello affinchè il settore manifatturiero diventi il perno delle politiche di rilancio dell'economia e dell'occupazione.

    «Serve uno sforzo comune  è stato detto  che da un lato guardi ai settori più colpiti e che devono continuare ad essere sostenuti, dall'altro punti sulla centralità di quel manifatturiero che rappresenta l'asse portante dell'economia friulana e regionale».

    "La pandemia - dunque, per dirla con lo slogan scelto quest'anno -- si cura con il lavoro".

    Slogan risuonato anche in piazza Unità a Trieste dove - è stato sottolineato dai rappresentanti dei lavoratori - è necessario lanciare con decisione messaggi di coesione sociale, di unità del paese, di solidarietà tra lavoratori, pensionati e cittadini.

    L'appello: rimettere al centro della discussione politica l'unione tra la necessità di uscire dalla crisi sanitaria e la necessità di costruire una speranza per il mondo del lavorio.

    Ma questa non è stata l'unica manifestazione di Trieste: in piazza San Giacomo altre sigle: dai Cobas a non una di meno, all'unione dei rider che hanno protestato contro la gestione della pandemia, dettata a loro dire da Confindustria.

    La pandemia -  scrivono nella nota comune - ha mostrato il volto violento del capitalismo. Noi siamo dalla parte dei facchini di Amazon, dei rider, delle cameriere degli hotel e delle partite iva.
    
    					

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