Friuli Venezia Giulia
    18 Maggio 2021 Aggiornato alle 15:46
    Economia & Lavoro

    Uffici Inps sotto organico, i sindacati dal prefetto

    Situazione preoccupante in tutta la regione, ammoniscono Cgil, Cisl e Uil, ma a Gorizia e Trieste in 5 anni si è perso un quarto del personale
    Credits © Tgr Rai La sede della direzione regionale Inps a Trieste
    La sede della direzione regionale Inps a Trieste
    Una delegazione di Cgil, Cisl e Uil confederali di Trieste, composta da Michele Piga, Luciano Bordin e Matteo Zorn, incontrerà lunedì 3 maggio il prefetto Valerio Valenti per denunciare le gravissime carenze di organico del personale Inps in tutte le sedi regionali che mettono a rischio i servizi erogati dall’Istituto.

    Secondo i dati forniti dai sindacati, in 5 anni si è perso il 27% di personale a Gorizia e il 24% a Trieste. Il calo dell’organico si è fatto sentire anche a Pordenone (-18%) e Udine (-12%). Le 20 assunzioni registrate negli ultimi mesi in regione (appena lo 0,49% del totale), dopo l’ultimo concorso  per consulenti di protezione sociale completato nel luglio 2019, non sono sufficienti a bilanciare una situazione che pare destinata ad aggravarsi ulteriormente.

    "Nemmeno una di queste assunzioni ha interessato gli uffici del capoluogo giuliano, dove si stima che, a fine 2021, il numero di dipendenti delle aree professionali scenderà a 69 unità. Nel 2012, anno in cui si era registrato l’assorbimento nell’Inps del personale ex Inpdap, erano 141.
    Cgil, Cisl e Uil denunciano ormai da tempo il mancato turn-over che rischia di far sentire i propri effetti nel giro di 2 o 3 anni quando, in assenza di un opportuno ricambio generazionale e con un numero crescente di lavoratori prossimi alla pensione di vecchiaia, le sedi non saranno  più in grado di gestire le prestazioni  principali con gravi e inevitabili ripercussioni sui servizi da erogare ai cittadini.

    Esauriti nei mesi scorsi gli incontri con i direttori delle sedi provinciali e regionale dell’Inps, i tre sindacati confederali bussano ora alla porta del commissario di Governo per denunciare la grave situazione e chiedere con forza un impegno delle istituzioni per trovare una soluzione al problema.

    "Il prossimo step già programmato - scrivono - prevede il coinvolgimento della politica regionale, affinché si faccia portavoce a Roma dei disagi causati dalla mancata sostituzione del personale, specie in un momento come quello attuale in cui, complice l’emergenza Covid, si registra un incremento esponenziale delle prestazioni INPS. Negli ultimi mesi le richieste di cassa integrazione sono lievitate del 4200% rispetto al 2019.
    Alcune lavorazioni sono già ferme, altre sono notevolmente rallentate e la situazione è destinata solo a peggiorare.
    
    					

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