Friuli Venezia Giulia
    12 Giugno 2021 Aggiornato alle 23:01
    Cronaca

    Processo Campanile, una teste: "ricordo che aveva richiesto il Propofol"

    In aula a Trieste il racconto di una giovane specializzanda di medicina che aveva fatto parte dell'equipe medica di soccorso insieme all'ex anestesista monfalconese accusato di aver ucciso nove anziani
    Credits © Tgr Rai Fvg Il palazzo di giustizia di Trieste
    Il palazzo di giustizia di Trieste
    Seconda tranche di testimoni in corte d'Assise a Trieste per il processo in primo grado a carico di Vincenzo Campanile, l'anestesista di Monfalcone accusato di aver ucciso 9 anziani pazienti in altrettanti interventi di soccorso del 118 utilizzando potenti sedativi, in un periodo compreso tra il 2014 e il 2018.

    Prima a testimoniare รจ stata la direttrice sanitaria della casa di riposo Mademar, struttura che aveva chiesto l'intervento del 118 per un'anziana che era stata trovata in uno stato di insufficienza respiratoria acuta.

    Era intervenuto Campanile il quale non aveva ritenuto necessario ricoverare l'anziana in ospedale nonostante la richiesta del figlio. Ne era nata un'accesa discussione, ripercorsa in aula anche da una giovane specializzanda di medicina che aveva fatto parte dell'equipe medica di soccorso.

    "Ricordo che il dottor Campanile aveva richiesto il Propofol (un potente sedativo) ma non ricordo se il farmaco sia stato somministrato", ha detto la teste. Tra le testimonianze, anche quella della figlia di un'altra anziana soccorsa da Campanile: "Mia madre era diabetica e si era sentita male ma non soffriva di altre patologie", ha detto.

    A chiedere il rinvio a giudizio del medico, le Pm Cristina Bacer e Chiara De Grassi. Per individuare le tracce dei medicinali erano state riesumate le salme degli anziani
    
    					

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