AlmaLaurea promuove l'Università di Trieste

Il rapporto evidenzia grande attrattività sui laureati degli altri atenei e degli altri paesi, un fortissimo coinvolgimento nei gruppi di ricerca, un aumento della collocazione nel settore privato e stipendi superiori alla media italiana.

AlmaLaurea promuove l'Università di Trieste
Una grande attrattività sui laureati degli altri atenei e degli altri paesi, un fortissimo coinvolgimento nei gruppi di ricerca, un aumento della collocazione nel settore privato e stipendi superiori alla media italiana.
 
È la fotografia che il rapporto AlmaLaurea 2021 sul profilo e la condizione dei dottori di ricerca dà dell'Università di Trieste, all'interno di un confronto con le performance formative di un campione di 4.484 dottori di ricerca di 30 atenei italiani e la condizione occupazionale di 5.380 persone a un anno dal conseguimento del titolo di terzo livello in 40 università del nostro paese.
 
La grande attrattività dell'offerta formativa legata ai PhD è testimoniata dalla provenienza dei dottori di ricerca di UniTS: il 61,1%, un dato superiore di quasi dieci punti rispetto alla media nazionale, si era precedentemente laureato in un'altra università (il 38,9% sempre in Italia, mentre il 12,2% aveva studiato all'estero). Molto significativa inoltre è la crescita dei cittadini stranieri che hanno conseguito il dottorato di ricerca a Trieste: l'aumento dal 9,9% al 15,4 consente di superare il dato nazionale di riferimento. 
La vocazione internazionale di UniTS è confermata anche dalla crescita dei joint degree e dei double degree: quasi il 9% (3,4% nel 2020) dei dottori di ricerca ha ottenuto anche un titolo congiunto da parte di un ateneo straniero consociato.

Per quanto riguarda la condizione occupazionale a un anno dal conseguimento del titolo, cresce lo stipendio dei dottori di ricerca dell'Università di Trieste: la retribuzione mensile netta raggiunge i 1.778 euro (rispetto ai 1.721 rilevati nell'indagine del 2020), superando di 50 euro il dato medio italiano, ma anche quello regionale, di riferimento. Un segnale positivo all'interno di un ciclo economico di crisi, causato dalla perdurante pandemia da Covid19, che vede comunque il tasso rimanere su buoni livelli (86%).