Friuli Venezia Giulia
    29 Novembre 2021 Aggiornato alle 21:55
    Cronaca

    Omicidio Tulissi, Calligaris assolto per non aver commesso il fatto

    La corte d'assise d'appello ha ribaltato la sentenza di condanna inflitta in primo grado
    di Antonio Caiazza
    Credits © Rai Una fase del processo d'appello a Calligaris
    Una fase del processo d'appello a Calligaris
    Non è stato Paolo Calligaris l'assassino di Tatiana Tulissi. I giudici di secondo grado hanno ribaltato la sentenza con cui la corte d'Assise di Udine lo aveva condannato a 16 anni. La corte d'Assise d'Appello di Trieste lo ha assolto con formula piena, cioè per non aver commesso il fatto.

    Il delitto avvenne l'11 novembre 2008 nella villa di campagna immersa in un parco a Manzano, in cui Calligaris viveva assieme alla Tulissi. La donna fu uccisa con tre colpi di pistola, un'arma mai ritrovata.

    Accolte dai due giudici togati e dai sette giudici popolari le tesi della difesa, sostenuta dagli avvocati Alessandro Gamberini e Rino Batocletti.

     
    Processo ampiamente indiziario, in cui fondamentale si è rivelata la ricostruzione della tempistica sul ritorno a casa di Calligaris una volta uscito dal lavoro, ma anche sul momento degli spari, e quindi sul momento della morte.

    Secondo i difensori, Calligaris, una volta rincasato, trovò la compagna riversa a terra e non rese neppure conto delle ferite causate dai proiettili. Cercò di rianimarla, poi telefonò una prima volta al 118. Quando poco dopo arrivò il figlio, lo inviò in fondo al parco per indicare la strada all'ambulanza. Che infatti tardò ad arrivare, per cui Calligaris effettuò una seconda chiamata al 118.

    I legali hanno ricordato come i sanitari del mezzo di soccorso, ad un primo esame del corpo, avevano fatto risalire le ferite circa tre quarti d'ora prima, ad un momento cioè in cui l'imputato non era ancora arrivato a casa. L'autopsia invece aveva descritto un arco temporale più ampio, fra le 17,45 e le 18,45, che aveva lasciato aperta l'ipotesi della colpevolezza di Calligaris.

    Duri i legali nei confronti della ricostruzione del procuratore, definita un racconto di fantasia e un caso di slealtà processuale, "una ricostruzione che descrive uno sforzo disperato di vincere", è stato detto.
    
    					

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