Friuli Venezia Giulia
    23 Settembre 2021 Aggiornato alle 13:43
    Economia & Lavoro

    Mancano i semiconduttori: aziende sempre più in difficoltà

    La crisi di componenti elettrici sta frenando le produzioni in diversi settori. Come hanno risolto il problema due aziende della regione
    di Lillo Montalto Monella
    Credits © WEB
    La crisi dei semiconduttori è un fenomeno globale che ha determinato ritardi di consegna, colli di bottiglia e aumento dei prezzi ovunque. A cascata, non poteva non ripercuotersi sulla nostra regione. 

    Di semiconduttori in silicio sono fatti i microchip, e sono quindi il cervello dei nostri componenti elettronici. Per una serie di ragioni. Se prima i tempi di consegna per un processore erano di 10-12 settimane, ora sono anche di 52 settimane ci dicono dalla Asem di Artegna.

    Chi non ha fatto scorta in tempo, ora è in seria difficoltà. Componenti che costavano 50 centesimi di dollaro ora sono battutti all'asta 9-10€. Greg Nicoloso, general manager di Asem, ci dice che se ci si spinge verso il mercato dei broker, ovvero i canali alternativi, in questo momento è il far west".

    A volte non si può sostituire un pezzo che contiene un semiconduttore senza rivolgersi ad un altro fornitore, ma questo obbliga gli imprenditori a riomologare il prodotto. Operazione che ha tempi e costi, soprattutto perché tutti ora sono nella stessa barca e gli enti certificatori sono intasati, ci dice l'imprenditore Dino Feragotto, che ha avuto questo problema con la sua azienda che produce lampade al led. 

    Ma la crisi dei semiconduttori ha impatto su ogni realtà. Perfino su chi, come la Megic Pizza di Gorizia, produce pizze fresche destinate al banco frigo e strumenti per la spianatura automatizzata della pizza. 

    Per un macchinario servivano due schede elettroniche del valore di 50€ che per due mesi non sono arrivate. Un ritardo che ha avuto impatti sui processi aziendali: operazioni spostate in autunno invece che in estate, a mercato più tranquillo, con aggravio dei costi per l'imballo di circa il 15-20%. 

    Aggiungete che sono aumentati i prezzi di farina, pomodoro, plastica e cartone, ovvero tutto ciò che serve per una pizza da banco frigo, ed ecco che inevitabilmente aumenta il costo per il consumatore del 4%. 

    Su una cosa sono tutti concordi, sia che producano pizze che sistemi per automazioni industriali: il mercato potrebbe normalizzarsi nel 2023, ma i prezzi forse non si riabbasseranno più.  
    
    					

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