Friuli Venezia Giulia
    25 Gennaio 2022 Aggiornato alle 19:45
    Economia & Lavoro

    Concessioni balneari, tutto rimandato

    Il ddl concorrenza non scioglie il nodo legato alla direttiva Bolkenstein. Soddisfatti, sia pure nell'incertezza, i gestori. Parte l'operazione-mappatura
    Credits © TGR La spiaggia di Lignano
    La spiaggia di Lignano
    Sulle concessioni balneari, ovvero l'applicazione della famosa direttiva Bolkenstein, per ora è tutto rimandato. Il nodo gordiano che da oltre 10 anni vede l'Italia censurata dall'Unione Europea non è stato sciolto dal disegno di legge concorrenza. Lo stallo sulla liberalizzazione dei servizi delle imprese che affittano porzioni di spiaggia per attività commerciali su suolo pubblico è stato apparentemente prolungato, ma è destinato a durare ancora poco. 

    Si attende una decisione della plenaria del Consiglio di Stato entro il 20 dicembre. La palla potrebbe passare alla Corte Europea, ma in ogni caso è questione di mesi prima che si arrivi al dunque.

    Momentaneamente soddisfatti -- anche se con tanta incertezza per il futuro -- i gestori che lavorano sulle spiagge. «Un piccolo sospiro di sollievo - conferma Salvatore Sapienza, coordinatore regionale del Sindacato Italiano Balneari - ma c'è un grande punto di domanda: siamo imprese, vogliamo capire quale sia il nostro futuro. Aprire alla concorrenza può essere giusto visto che ci sono norme che spingono da quella parte, ma non va commisurata la rendita d'impresa all'affitto:  lo Stato ci affitta "la nuda sabbia", e sono le imprese che con gli anni hanno rese questi spazi una fonte di reddito.»

    Per farsi trovare pronto, il governo ha disposto quantomeno la mappatura del demanio marittimo. In regione una gara c'è stata già nel 2008, ma la proroga delle concessioni di media e piccola durata - 16 solamente lungo il litorale tra Pineta e Sabbiadoro - scade a fine anno. 

    Una situazione indefinita che si scarica sugli amministratori locali: «Purtroppo permane questo profondo stato di incertezza nel diritto - conferma il sindaco di Lignano, Luca Fanotto - e questo non è accettabile. Abbiamo la responsabilità di dare certezza agli imprenditori che vogliono investire nel demanio marittimo, migliorando l'offerta e aumentando la qualità: perché il futuro delle località marittime si misura garantendo certezze a chi ne ha diritto. Noi abbiamo bisogno anche di risposte e mi auguro che da qualcuno arrivino.»
    
    					

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