Friuli Venezia Giulia
    03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 20:41
    Salute

    Ospedali e terapie intensive al collasso in Slovenia per la pandemia

    Record di contagi in Istria. Quindicimila positivi in Austria
    di Nada Čok
    Credits © TGR Un reparto Covid in Slovenia
    Un reparto Covid in Slovenia
    Il sistema sanitario sloveno ha la schiena piegata, sono le parole del ministro della sanità sloveno Poklukar, che definiscono la situazione nella vicina repubblica dove sono oltre 1160 i ricoverati per covid, di cui 285 in terapia intensiva e i l'ondata  pandemica in un paese che da settimane non riesce a superare la soglia dei 54 % dei vaccinati con doppia dose, non  si ferma, con oltre 3100 nuovi casi segnalati ogni giorno.  

    Zagabria che oggi introdurrà multe per chi non rispetta l'obbligo del green pass, conta 6100 positivi nelle ultime 24 ore, di cui 220 solo in Istria, il numero di casi più alto mai registrato dall'inizio della pandemia nella contea.

    Il caso istriano viene segnalato dalla protezione civile croata non  solo per questioni numeriche, ma per la chiara riluttanza dei contagiati a fornire i nomi dei contatti. un atteggiamento omertoso che fa saltare i tracciamenti e ha portato al paradosso che ci sono più casi conclamati delle quarantene fiduciarie.

    Il direttore dell'ospedale di Fiume Ruzic alla radio croata ha segnalato 166 i ricoverati  per covid, e i 10 deceduti ieri erano tutti senza copertura vaccinale.  

    In  Austria, il freno del lock down introdotto due giorni fa non è ancora visibile: oltre 15 mila nuovi casi in un giorno e 66 decessi. Il numero dei ricoveri è elevato, oltre 2600 ma l'occupazione delle terapie intensive non ha ancora superato la soglia critica. 
    
    					

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