Friuli Venezia Giulia
    27 Gennaio 2022 Aggiornato alle 23:41
    Arte & Cultura

    20 anni di storia locale da dietro l'obiettivo della macchina fotografica

    Il progetto è iniziato con l’analisi e la ricerca dei principali avvenimenti storici che hanno interessato il territorio
    Credits © Udine, Vigile urbano in piazza Libertà, anni '60 Archivio Famiglia Pavonello Una immagine della mostra
    Una immagine della mostra
    E' visitabile  nella chiesa di San Francesco a Udine, " Fotografia come testimonianza. Friuli 1960-1980, la nuova mostra organizzata dall’IRPAC (Istituto Regionale di Promozione e Animazione Culturale) il frutto di un intenso lavoro di ricerca condiviso con diverse istituzioni pubbliche e private regionali. Enti prestatori sono stati infatti la Scuola Mosaicisti di Spilimbergo, l’Università di Udine, la Biblioteca del Consiglio Regionale, il CRAF, i Civici Musei di Udine, la Cooperativa Guarnerio ma anche archivi privati come quello della famiglia Pavonello, Alessandro Pennazzato e di fotografi come Claudio Ernè e Fulvio Pregnolato, che hanno consentito di esporre al pubblico numerosi scatti inediti.

    Corredano l’esposizione delle oltre cinquanta immagini anche alcuni filmati messi a disposizione dalla Cineteca del Friuli e dalle teche RAI e un ricco catalogo fotografico con saggi di Claudio Domini, Paolo Medeossi e Alvise Rampini.


    Il progetto Fotografia come testimonianza. Friuli 1960-1980 è iniziato con l’analisi e la ricerca dei principali avvenimenti storici che hanno interessato il nostro territorio tra il 1960 e il 1980: anni ricchi di importanti traguardi istituzionali come il riconoscimento del Friuli Venezia Giulia come Regione Autonoma (1963), la creazione della Provincia di Pordenone (1968) e l’istituzione dell’Università degli Studi di Udine (1978). Ma quelli sono anche gli anni delle prime contestazioni giovanili, degli scioperi dei lavoratori, della tragica alluvione del 1966 e del terribile terremoto, un decennio dopo.

    Altri importanti avvenimenti di cronaca segnano il Friuli Venezia Giulia fra il 1960 e il 1980, andando ad imprimere gli scatti fotografi professionisti, ad uso dei maggiori quotidiani, come l’attentato terroristico all'oleodotto Trieste-Ingolstadt nel 1972, o la tragedia dei migranti sopraffatti dal freddo al confine italo-yugoslavo, ma anche di amatori che hanno documentato avvenimenti politici, cerimonie, eventi sportivi.


    Due decenni segnati anche dalla ripresa economica e dal boom edilizio, dalle profonde trasformazioni urbanistiche che in molti casi hanno cancellato l’antico tessuto delle città – si pensi in particolare all’abbattimento del Teatro Puccini di Udine, del 1964, e del Cinema Eden del 1961, o alla realizzazione di Largo dei Pecile, sempre dei primi anni Sessanta – ma anche dal fiorire di nuove costruzioni come il Palasport Primo Carnera (1975).


    La nuova mostra fotografica dell’IRPAC è anche l’occasione per rivivere frammenti di quotidianità o eventi di particolare interesse come la visita di importanti esponenti del mondo politico e culturale: ritroviamo ad esempio Marco Pannella in manifestazione a Udine con Loris Fortuna (1973), Dario Fo con Franco Basaglia a Trieste (1977). Altri scatti ci riportano al funerale di Pier Paolo Pasolini a Casarsa (1975).

    La mostra è visitabile fino al 9 gennaio 2022 dal martedì al venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00, il sabato e la domenica dalle 11.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. L’accesso è consentito ai visitatori muniti di Green Pass.
    
    					

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