Friuli Venezia Giulia
    24 Gennaio 2022 Aggiornato alle 22:27
    Economia & Lavoro

    Effetto covid sul lavoro: meno commercianti e più dipendenti pubblici

    Nel 2020 sostanzialmente stabile in regione il numero di lavoratori con posizioni Inps rispetto all'anno precedente, ma sono cambiate le tipologie. Diminuiti i dipendenti privati, boom dei voucher. Regolarizzati molti collaboratori domestici
    di Francesca Vigori
    watchfolder_TGR_FRIULIVENEZIAGIULIA_WEB_SON EFFETTI PANDEMIA SUL LAVORO Vigori.mxf
    Sembra passato un secolo, ma era solo 12 mesi fa che si chiudeva il primo anno della pandemia, quello con i 69 giorni di lockdown totale, la breve, parziale, libertà estiva, la ricaduta autunnale con il coprifuoco, la zona rossa. Uno tsunami che rase al suolo centinaia di attività anche in regione.

    Sembrava una china inesorabile, ma ad un anno di distanza i numeri raccontano che non fu così. Il numero di lavoratori, 561 mila, era rimasto sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente. Cambiarono molto, però le dinamiche in base alla posizione prevalente dei lavoratori nell'anno.

    Calarono i redditi, ma furono compensati dagli aiuti statali e regionali. L'analisi è dell'Ires che ha esaminato i dati dell'Inps. Da una parte si è registrato un significativo calo di lavoratori del terziario, turismo in testa, tra gli stagionali - 9 mila in meno rispetto al 2019 -, tra chi operava con collaborazioni coordinate e continuative, dai ricercatori ai venditori porta a porta. Tuttavia - sottolinea il ricercatore dell'Ires, Francesco Russo - queste diminuzioni sono state compensate da un notevole incremento dei lavoratori retribuiti tramite i voucher del libretto famiglia (+388 %), dovuto all'introduzione del bonus baby-sitting.

    Tra chi si era reinventato così, anche molti dei 22 mila pensionati in realtà ancora attivi. Si è verificato inoltre un aumento dei dipendenti pubblici, in particolare con personale a tempo determinato nella scuola e nella sanità per attuare le misure anti Covid. E poi ci fu l'emersione dei lavoratori domestici che per spostarsi durante il lockdown avevano bisogno di un contratto: portò ad un  più 8 per cento il numero di iscritti all'Inps in quel settore. 

    Quanto ai redditi, professionisti con partita Iva, artigiani, commercianti, dipendenti del settore privato registrarono una pesante flessione degli introiti, bilanciata però in parte dall'utilizzo massiccio della Cassa integrazione guadagni per i lavoratori subordinati e da una serie di sostegni economici rivolti agli autonomi.
    
    					

    Potrebbero interessarti anche...

    
    					

    Altri articoli da Economia & Lavoro