Friuli Venezia Giulia
    19 Maggio 2022 Aggiornato alle 23:55
    Arte & Cultura

    Sequestrati a Mortegliano, reperti archeologici alla Soprintendenza

    I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato i manufatti metallici trovati da un dipendente comunale
    Credits © Carabinieri Tpc Uno dei reperti sequestrati
    Uno dei reperti sequestrati
    I Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia un consistente numero di manufatti archeologici recentemente sequestrato a Mortegliano dai militari dello speciale reparto che opera per la prevenzione e la repressione dei reati commessi in danno del patrimonio culturale.

    L’assegnazione, a seguito di confisca, è avvenuta presso il Comune di Mortegliano, alla presenza del Sindaco Roberto Zuliani, da parte del Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine, Maggiore Lorenzo Pella, al funzionario archeologo competente per territorio in rappresentanza della Soprintendenza, Serena Di Tonto.

    I manufatti, prevalentemente in metallo, come falcetti, frammenti di asce, punte di lancia e numerose panelle, ma anche da una olla composta da frammenti incollati ad una struttura metallica di recente fattura, che risalgono ad epoca protostorica, erano stati rinvenuti, nel dicembre 2020, nella zona dell'eco-piazzola del comune friulano, da un dipendente che aveva notato sei cassette di plastica piene zeppe e la struttura a rete contenente frammenti in terracotta. 

    Il materiale era stato subito sequestrato e custodito nei locali del Municipio a disposizione della Procura della Repubblica di Udine. I successivi accertamenti di natura tecnica effettuati dai funzionari archeologi avevano appurato che si trattasse di reperti che potrebbero far parte di un insieme omogeneo riconducibile al periodo tra il Bronzo Recente ed il Bronzo Finale locale. Si potrebbe supporre che i materiali appartenessero a uno o più ripostigli/depositi di riserve di metallo da fondere o commercializzare. Durante l’età del Bronzo in tutta l’area dell’Italia centro settentrionale ed orientale la pratica di deporre insieme gruppi di più manufatti metallici è nota. Consuetudine molto diffusa nel territorio regionale tra le Valli del Natisone ed il Tagliamento e nella pianura tra Castions di Strada, Lestizza, Porpetto, Pozzuolo del Friuli e Cervignano del Friuli.  I Carabinieri ritengono che la volontà da parte del detentore di manufatti tutelati e di proprietà demaniale di tali beni fosse quella di disfarsene senza “esporsi” con l’Autorità. 

     
    
    					

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