Friuli Venezia Giulia
    15 Agosto 2022 Aggiornato alle 19:45
    Sport

    E' morto Mario Biasin, presidente della Triestina calcio

    Si è spento a Melbourne, in Australia,, dove viveva. Aveva 71 anni. Era il patron della società rossoalabardata dal 2016
    Credits © tgr fvg rai Mario Biasin, presidente della Triestina calcio
    Mario Biasin, presidente della Triestina calcio
    I tifosi rossoalabardati lo avevano affettuosamente soprannominato lo zio d'Australia, proprio perchè il presidente della Triestina calcio, scomparso all'improvviso a Melbourne all' eta' di 71 anni,  era nato a Trieste ma emigrato fin dalla tenera eta' nella terra dei canguri . 

    Mario Vittorio Biasin era il patron della società dal 2016, dopo averla ereditata dal curatore fallimentare a seguito della precedente gestione, salvata sul filo di lana in tribunale da un sicuro fallimento, e averne affidato la gestione al cugino Mauro Milanese, anche lui triestino doc, ex calciatore professionista con una passato in serie a  tra Inter e Perugia , che da allora ha ricoperto i ruoli di amministratore unico e direttore sportivo, seguendone in prima persona tutti i movimenti di mercato, i contratti di staff, allenatori e giocatori , e le vicissitudini dei campionati fino al recente e sfortunato epilogo di stagione nei playoff  di serie c contro il palermo. 

    "Pian pianin, a piccoli passi ma sempre avanti", era il motto di Biasin, un immobiliarista che in Australia aveva ha fondato la Metricon Home Builders, una delle più importanti aziende di costruzioni edili e una delle 500 maggiori imprese del Paese, con tassi di crescita impressionanti negli anni del boom economico dell'edilizia, con sede a Melbourne dove assieme al socio Anthony Di Pietro controllava anche il Melbourne Victory, una specie di Juventus d'oltre oceano, con cui aveva vinto  diversi campionati nazionali.  

    Eppure, anche se cosi lontano dalla sua città natale, dove cercava di tornare quando gli era possibile ma sempre meno di frequente negli ultimi tempi, Biasin era  rimasto col cuore a Trieste, che considerava degna di un proscenio importante come la serie a.

    "Partendo come ho fatto io nella mia vita - diceva - a piccoli passi, pian pianin insomma", ma sempre guardando avanti con passione e fiducia.

    Un triestino "patoco" insomma , come si usa dire da queste parti, di quelli veri. Lascia la moglie e quattro figli. 
    
    					

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