Trovato senza vita l'alpinista veneto disperso sulla Madre dei Camosci

Si tratta di un 25enne di Padova che voleva salire il difficile spigolo Daye-Peters; sul posto anche l'elicottero

Trovato senza vita l'alpinista veneto disperso sulla Madre dei Camosci
È stato ritrovato senza vita il padovano (classe 1998) disperso da ieri, mercoledì 21 settembre. Grazie al fiuto del cane Asia che è stato portato sul nevaio sottostante l'attacco dello Spigolo Deye Peters, la via che il giovane aveva intenzione di scalare in solitaria, è stato possibile concentrarsi su una buca presente sul manto e quindi individuare il corpo sul fondo. 

I tecnici del Soccorso Alpino si sono calati per una decina di metri e e lo hanno recuperato riportandolo in superficie. Il medico legale ha constatato il decesso. I familiari sono stati avvisati.

Le ricerche erano scattate mercoledì pomeriggio. L'alpinista era partito prima dell'alba dal rifugio Pellarini con l'intento di scalare da solo lo spigolo Deye Peters sulla Torre Madre dei Camosci, la più classica via delle Alpi Giulie, che presenta difficoltà molto elevate. Il gestore del rifugio aveva tentato invano di dissuaderlo.

Poi ha controllato con il binocolo l'itinerario, senza mai notare lo scalatore, che non era rientrato e non aveva avvisato di un cambio della meta, per cui il gestore aveva dato l'allarme. 

Sei tecnici del soccorso alpino di Cave del Predil e della Guardia di Finanza si sono portati in quota e hanno iniziato le ricerche. Intorno alle 7 di questa mattina (giovedì 22 settembre) era giunto in Saisera anche un elicottero della Protezione Civile. 

È stato tratto in salvo dopo sette ore, da quando ha lanciato l'allarme via radio ad alcuni colleghi, il cacciatore del 1941 residente a Treppo Grande che si era smarrito su terreno impervio tra i boschi di Attimis. Grazie ai suoi compagni di escursione, che ne sentivano le grida di aiuto e che hanno guidato i soccorritori in prossimità del punto in cui il disperso si trovava bloccato - era infatti impossibile ricevere una posizione con le coordinate telefoniche data l'assenza parziale di segnale -  è stato ritrovato, seppur con difficoltà, a causa del punto molto impervio e del terreno cosparso di rovi e di schianti di alberi. Una volta raggiunto dai soccorritori, nove tecnici del Soccorso Alpino e una decina di Vigili del Fuoco, che hanno operato per tutto il tempo in ottimo affiatamento, è stato sistemato in barella e recuperato con l'aiuto delle corde e la tecnica del contrappeso per circa centocinquanta metri di dislivello su terreno molto scosceso e scivoloso e per trecento metri lineari  in salita fino a raggiungere il livello della strada. Durante le operazioni un tecnico del Soccorso Alpino è scivolato e si è infortunato. L'operazione di soccorso si è conclusa all'una di notte.