Dissequestrato il canale di Porto Nogaro, i dragaggi possono ripartire

Tutti assolti gli amministratori pubblici dallo spostamento dei sedimenti nel 2019 perché "il fatto non sussiste". Potranno tornare ad attraccare le navi porta bramme con pescaggio maggiore

Dissequestrato il canale di Porto Nogaro, i dragaggi possono ripartire
Il tribunale di Gorizia ha disposto l'immediato dissequestro del canale industriale di Porto Nogaro. Un tratto di circa 1km e mezzo che, dal 2019, era oggetto di un provvedimento della magistratura. 

Si chiude con l'assoluzione piena di tutte le funzionarie regionali coinvolte una vicenda processuale lunga tre anni che, di fatto, aveva bloccato i lavori di dragaggio dei fondali per aumentarne il pescaggio.

Soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, era sorta da parte dei laminatoi dell'area la necessità di approvvigionarsi di bramme di acciaio da paesi più lontani, con navi più grosse. E quindi l'importanza di incrementare la profondità dei fondali.

Nel febbraio 2019, dopo una mareggiata, si era incagliata una nave, uscendo dall'asse di navigazione. 

La Capitaneria di porto di Porto Nogaro aveva emesso un’ordinanza che riduceva i fondali da 6,20 metri a 5,50 metri, limite che ancora oggi resiste.

L'intervento di rimozione dei banchi di sabbia formatisi dove si era incagliato il mercantile, per il ripristino del fondale, è stato effettuato con urgenza dalla Regione, ma interrotto dalla magistratura.

Era intervenuta contestando un'interpretazione normativa sullo spostamento dei sedimenti, che avevano elementi inquinanti come il mercurio. 

La sentenza ora assolve le funzionarie di Regione, Arpa e Capitaneria di Porto perché il fatto non sussiste. 

L'eliminazione dei vincoli sui fondali viene accolta positivamente dalla Regione, anche alla luce del possibile investimento Metinvest-Danieli -- che dovrebbe, nelle intenzioni, installare un nuovo polo siderurgico proprio alla foce del canale.