Frana A23, il geologo: "Pioggia e neve sciolta hanno messo in moto le frane"

Sulla comunale a monte si lavora per la messa in sicurezza dopo il distacco di Pasquetta. Nel pomeriggio in Prefettura il punto della situazione

Frana A23, il geologo: "Pioggia e neve sciolta hanno messo in moto le frane"
TgrFvg
Messa in sicurezza a monte della A23

Dalla strada comunale Amaro-Campiolo sopra la A23, si vede a occhio nudo il corridoio di scivolamento tra la vegetazione del masso di dolomia da 15 tonnellate che la mattina di Pasquetta si è abbattuto sull’autostrada.

Un altro macigno, più piccolo, ha bucato l’asfalto. Per prevenire la caduta di massi più piccoli, sono state installate delle barriere di cemento armato.

Arrivano i tecnici di autostrada con le motoseghe. Due operai tagliano funi d’acciaio che serviranno ad ancorare eventuali massi pericolanti sul versante della montagna.

In quota, duecento metri più su, tecnici e geologi approfittano della tregua dalle precipitazioni per i necessari rilievi, mentre in autostrada proseguono i lavori di ripristino. Nel pomeriggio a Udine, in Prefettura, convocato un comitato operativo viabilità.

 

Acqua e terremoto hanno fatto da acceleratori delle situazioni di instabilità sulle montagne, secondo il geologo Andrea Mocchiutti. “Ci sono state negli ultimi giorni piogge intense e molto prolungate che hanno sciolto in quota la neve fino a 2mila metri, quindi alla pioggia si è sommato anche lo scioglimento della neve, questo ha fatto sì che si sia ingrossato tutto il reticolo orografico, chiaramente le frane risentono dell’acqua, perché l’acqua è il motore principale delle frane, e quindi le frane conosciute si stanno continuano a muoversi - conclude - e si sono sviluppate anche situazioni nuove come quella avvenuta sull’autostrada ieri proprio con il crollo di massi”

Frana di Cazzaso di Tolmezzo, Ligosullo, Cleulis, Salino di Ravascletto, sono diversi i fenomeni franoso attivi. A Clauzetto, riaperta dopo la chiusura di Pasquetta per l’allerta meteo la strada principale di accesso al paese. Proprio lo scivolamento di uno dei sensori installati permette di capire l’entità di questi movimenti non visibili a occhio nudo.

“Si è mossa di 41 cm nelle ultime 24 ore e che abbiamo misurato pochi giorni fa", chiarisce l'esperto. "Ha percorso circa 36 metri dal suo esordio in novembre”.

Nel servizio il geologo Andrea Mocchiutti

Immagini Roberto Aita, montaggio Daniel Apostu