Cresce l'Art Bonus regionale. E lo Sport Bonus sostiene tornei e impianti

Dalle fondazioni bancarie 4 milioni in due anni. 900mila dalle imprese. Alle sovvenzioni con detrazione si fiscale si affacciano anche i privati

Cresce l'Art Bonus regionale. E lo Sport Bonus sostiene tornei e impianti
TGR
Immagine d'archivio

È cresciuto negli anni e ora si parla di successo. È l’Art Bonus regionale, meccanismo con cui si può finanziare, da privati, il patrimonio culturale della regione – teatri, festival culturali, ma anche musei - in cambio di una detrazione fiscale. 

Per i progetti in Friuli-Venezia Giulia, compresi in un elenco stilato dalla regione, la detrazione è del 40%; una cifra che scende al 20% per i progetti che fanno parte dell’Art Bonus nazionale ma localizzati in Friuli-Venezia Giulia. Ma a questo 20 si può cumulare il 65% previsto dalla norma nazionale. Totale: 85%.

Nel 2022 sono state 325 le domande di contributo, per un totale che ha superato i 2.900mila euro; cifre che sono cresciute nel 2023, con le domande che sono diventate 341, per più di 3 milioni di euro in totale. 

 

La parte maggiore la fanno le fondazioni bancarie: che hanno donato più di 4 milioni negli ultimi due anni. Notevole è anche il contributo delle imprese, con quasi 900mila euro, il triplo rispetto alle fondazioni, mentre è cresciuto anche l’intervento dei singoli cittadini: finora sono stati 63, per un totale di oltre 200mila euro.

Tra i progetti finanziati c’è il premio Hemingway, ma anche il Teatro di Pordenone, il Kulturni Dom, oltre a interventi di restauro e progetti dedicati ai mosaici.

Sulla scia dell’Art Bonus da quest’anno c’è anche lo Sport Bonus: con le donazioni che vanno ad associazioni sportive territoriali, per sostenere tornei o la manutenzione degli impianti. Anche qui la detrazione è del 40% e finora si sono già raccolti circa 50mila euro. L'assessore regionale Mario Anzil conferma: "Conosciamo l'importanza dello sport".

Nel servizio l'assessore regionale Fvg a Cultura e Sport Mario Anzil 

Immagini Andrea Rinaldi, montaggio Alex Hollan