Smart Working, dopo la pandemia si cambia

Si torna alle regole pre-covid. In Friuli Venezia Giulia strutturati gli accordi aziendali nelle grandi imprese del terziario

Smart Working, dopo la pandemia si cambia
Ansa
Immagine d'archivio

Norme vecchie, forse non adeguate ai tempi. Smart working, si torna alle regole pre covid: salvo accordi individuali con il proprio datore di lavoro, stop infatti alle procedure semplificate per i cosiddetti fragili, cioè affetti da patologie gravi, e per i genitori di minori sotto i 14 anni. Come se la pandemia e il fenomeno delle grandi dimissioni non fossero mai successi. Eppure, il fenomeno era in crescita, 3,5 milioni di lavoratori a livello nazionale, tra i 40 e i 50 mila in regione. 

Nel privato, da oggi, l'accordo deve essere scritto e deve indicare la prestazione lavorativa svolta all'esterno dei locali aziendali. Si devono specificare gli strumenti utilizzati dal lavoratore e devono essere regolati i tempi di riposo del lavoratore. Per le grandi aziende, il lavoro da remoto rischia di diventare complicato, anche se per le big del settore IT e assicurativo del Friuli Venezia Giulia non cambierà niente, con la prevalenza del lavoro ibrido, ovvero la formula 4+1 o 3+2, nel senso di giorni in presenza rispetto a quelli di lavoro da casa.

Nella pubblica amministrazione, le decisioni potranno essere prese solo dai dirigenti, e sono diverse non solo da ente a ente ma addirittura da ufficio a ufficio, con i lavoratori che recriminano una disparità di trattamento a volte evidente. Si torna quindi alle norme del 2017: Norme che sindacati ma anche i datori chiedano vengano riviste a livello nazionale. la regione e l'agenzia del lavoro l'anno scorso hanno lanciato un vademecum proprio per raccogliere le esperienze di aziende e lavoratori per quello che riguarda il lavoro agile.
 

Montaggio Andrea Predonzani