Una manifestastazione per rivendicare più socialità e accoglienza

L'hanno chiamato "Cirque du Silos", l'incontro che è avvenuto a Trieste in piazza della Libertà, e organizzato dalle associazioni che si occupano di accoglienza dei migranti. Nel mirino "la retorica della riqualificazione e rivendicare più socialità

Un momento della manifestazione "Cirque du Silos" a Trieste.
TGR
Un momento della manifestazione "Cirque du Silos" a Trieste.

Il Silos a Trieste era un rifugio, un luogo di attesa, di marginalità ma anche di festa e di condivisione. oggi al suo posto c'è un circo, le “Cirque du soleil”, (fino al 13 luglio) per questo, dicono attivisti e associazioni che hanno organizzato l'evento "Cirque du silos", vogliamo tornare a parlare di Silos, per ricordare che non è solo un luogo di miseria, ma è stato ed è un luogo di accoglienza.

Decine di persone sono state in piazza, per i dimenticati, contro quella che è stata definita "la retorica della riqualificazione dell'area adiacente alla stazione centrale".

“Questa è una giornata che rivendica e che mostra - dice Giuseppe Grimaldi, antropologo delle migrazioni – quello che è stato e quello che ancora rappresenta il Silos, quale spazio di autonomia e spazio di costruzione di socialità diverse, anche con tutte le problematiche legate a quello spazio, che non sottovalutiamo ne vogliamo nascondere. Quello che si vuole invece nascondere è l’operazione di pulizia delle memorie, delle tracce, degli attraversamenti che ci sono stati”.

Da queste considerazioni arriva la richiesta alle istituzioni.

“Un invito- dice Grimaldi - a stimolare una riflessione sulla storia di questa città, fatta di attraversamenti, e di non seppellirla con retoriche sulla progressività e sul futuro brillante di questa città