"Basta poco per stare bene": la filosofia Giorgio Di Centa a vent'anni dai suoi due ori olimpici

Il campione carnico si racconta in un'intervista nella quale spiega la sua seconda carriera da skiman intrapresa dopo l'agonismo: segue anche Lisa Vittozzi

Giorgio Di Centa nell'intervista di Andrea Rinaldi
Rai
Giorgio Di Centa nell'intervista di Andrea Rinaldi

Giorgio Di Centa, sono passati vent’anni da quell’impresa storica a Torino 2006. Lei adesso nella vita che cosa fa?

Ma, ho continuato ancora a fare l'atleta dopo quelle gare di Torino 2006. E poi, appena ho smesso, ho cominciato a fare il tecnico di materiali degli sci perché a me piace lavorare manualmente. Ho fatto quattro anni col centro sportivo dei Carabinieri, a cui sono molto grato.

Nel mondo non si trovano campioni che hanno vinto due medaglie d’oro ridotti, tra virgolette, a fare gli skiman.

Mah, io sono fatto così, mi piace, ripeto, il lavoro manuale e alla fine sono molto felice perché nella vita basta poco per stare bene. E io sono contento così.

Che consigli le ha dato a Lisa Vittozzi, visto che la frequenta da quattro anni come suo skiman?

Ma, lei non ha tanto bisogno di consigli, però gli ho sempre detto: "Tu hai un grande talento, devi solo stare tranquilla e fare quello che sai. Poi alla fine vedrai che le cose arriveranno nel momento opportuno". E così è stato.

Un pezzo di quella medaglia d'oro è anche suo?

Mah, un piccolissimo pezzetto sì, assieme agli altri cinque skiman che hanno fatto gli sci, assieme poi a tutti i tecnici del tiro, a Mirco Romanin... tutti hanno contribuito a conquistare questo oro.

Di Centa, lei però non si è montato la testa, ha continuato la sua vita semplice anche da campione olimpico.

Ma, questo fa parte del mio carattere. Alla fine siamo persone umane, io dico sempre. Io tendo poi a dimenticare quello che ho fatto o quello che sono stato; me lo ricorda la gente e mi fa sempre piacere.

Riuscirà a convincere sua figlia Martina a non abbandonare la carriera agonistica?

Mah, con Martina abbiamo parlato a lungo di questa scelta. Adesso sembra che magari ci ripenserà a fine stagione, se si può magari ancora qualche anno correre.

Di Centa, questa bellissima casa in cui siamo, se l’è costruita lei da solo?

Diciamo che tutto quello che ho guadagnato nella mia vita l’ho speso per questa casa e ne sono felice, perché poi con quattro figli, insomma, l'abbiamo sfruttata al meglio. E niente, adesso mi resta la soddisfazione di ammirarla e di godermela da, tra virgolette, da anziano che pian piano sto diventando vecchio.