La Commissione europea rivolgendosi a 9 dei 27 Paesi membri dell'Ue ha raccomandato il ripristino della libera circolazione ai confini interni secondo le norme del trattato di Schengen. Fra i nove Paesi destinatari della raccomandazione, c'è l'Italia.
Dopo aver ricordato che il diritto dell'Ue effettivamente consente ai singoli Stati “di ripristinare in via eccezionale e temporanea i controlli temporanei alle frontiere quando si trovano ad affrontare una grave minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna”, e dopo aver riconosciuto che la sospensione della libera circolazione è stata legittima in considerazione di “minacce alla sicurezza” e relativamente “alla situazione migratoria”, la Commissione “raccomanda ai nove Stati membri interessati di adoperarsi per eliminare gradualmente e abolire gradualmente i controlli alle frontiere interne, sfruttando appieno le misure alternative disponibili e la cooperazione regionale”.
Oltre all'Italia, i destinatari della raccomandazione di Bruxelles sono Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia.
La Commissione ha anche indicato quali saranno i prossimi passi: “La Commissione consulterà tutti gli Stati membri interessati sul modo migliore per mettere in pratica i pareri e continuerà a collaborare con gli Stati membri per garantire che i controlli temporanei alle frontiere interne non compromettano la funzionalità a lungo termine della libera circolazione”.
Sui benefici della libera circolazione, la Commissione aggiunge: “Schengen contribuisce in modo significativo al buon funzionamento del mercato interno e alla prosperità economica dell'UE. Poiché beni, lavoratori e servizi attraversano senza ostacoli le frontiere interne, le regioni transfrontaliere prosperano e le economie nazionali beneficiano di minori oneri amministrativi ed economie di scala”.
In Italia, duro il giudizio espresso dalla Lega per bocca del senatore Marco Dreosto, segretario della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato: "Il parere espresso dalla Commissione europea è inaccettabile: questo momento storico impone il mantenimento, e se necessario l'intensificazione, dei controlli ai confini nazionali. In Friuli Venezia Giulia, dall'ottobre 2023, sono stati arrestati centinaia di passeur, trafficanti e latitanti: i numeri dimostrano che le frontiere controllate salvano vite e garantiscono sicurezza. Come Lega FVG avevamo portato avanti questa istanza e grazie al Ministro Piantedosi e al sottosegretario Molteni avevano trovato concretezza. Bruxelles concentri i propri sforzi sulla difesa dei confini esterni dell'Unione, non sulla rimozione di strumenti che funzionano e anzi devono essere implementati".
Secondo la segretaria regionale del PD, Caterina Conti, "L'invito della Commissione Ue a riaprire le frontiere è positivo e dovrebbe essere almeno preso in considerazione, dopo oltre due anni e mezzo. Chi vive a ridosso dei confini si rende perfettamente conto dell'inutilità di questo 'blocco' e di come sottragga il carente personale di Polizia a compiti ben più importanti e urgenti. Lo sanno anche le Regioni a guida leghista come il Fvg, che subisce le conseguenze. Il Governo Meloni ha spinto per il Patto UE su migrazione e asilo e ora che l'ha avuto l'immediata reazione negativa della Lega conferma che le 'frontiere chiuse' non c'entrano nulla con la sicurezza ma sono frutto di ideologia e propaganda".