Caritas Gorizia, la povertà parla sempre più italiano

Quasi una persona su due tra quelli che si sono rivolti ai punti di Ascolto o di Distribuzione ha un'età fra i 45 e 65 anni. Solo il 40% sono stranieri e molti hanno un lavoro, ma non basta

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Hanno il volto di un padre e di una madre e un’età compresa tra i 45 e i 65 anni i principali utenti dei Centri di Ascolto e Centri di Distribuzione della rete Caritas sul territorio dell’Arcidiocesi di Gorizia nell’annualità 2025.

È stato tracciato il "Rapporto Sulla Povertà" di Caritas diocesana, che quest’anno porta per titolo "Storie di volti ’off line’. Profili non visualizzati": "questo Report fotografa l’impegno quotidiano dei volontari e operatori che consiste prevalentemente in incontri con le persone più vulnerabili - spiegano i referenti Caritas -. 

Questo patrimonio di sguardi non è un capitale sociale esclusivo della Chiesa locale, ma deve essere diffuso perché diventi patrimonio comune, affinché ci sia una reale presa di coscienza collettiva sui fenomeni di impoverimento in atto e diventi stimolo per proposte sociali della società civile e impegni concreti della Politica Sociale".

Tra i dati di maggior rilievo presentati nel Report 2026 (che analizza gli accessi dell’annualità 2025), spicca quello relativo agli "Under 45" che rappresenta ben un terzo del totale tra gli utenti della rete dei CdA e CdD dell’Arcidiocesi di Gorizia, vale a dire il 31,79% degli ascolti messi in atto (l’anno precedente era il 32,7%, il dato si presenta sostanzialmente invariato).

Altamente significativo anche il dato legato alla fascia 45 - 65 anni: quasi una persona su due tra quelli che si sono rivolti ai punti di Ascolto o di Distribuzione appartiene a questa categoria; si tratta ben del 49,55% del totale (il precedente Report aveva registrato un 48,92%, in linea ma in leggera crescita). 

L’alta frequenza ai CdA e CdD di questa fascia di età sembra essere dovuta dalla presenza di una molteplicità di problematiche: nelle loro storie di vita si riscontrano bassa scolarizzazione e ridotte competenze professionali, unitamente a problemi di salute o connessi all’ambito familiare, ad esempio divorzi e separazioni o semplicemente difficolta ad armonizzare il tempo da dedicare al lavoro e quello da dedicare alla cura di familiari e di parenti.

La classe di età più anziana, over 64 anni, si attesta invece al 18,66%, presentando quindi, sul territorio isontino, una difficoltà minore, in linea con i precedenti report.

Nell’annualità 2025 cresce in diocesi la percentuale dei cittadini italiani che si sono rivolti ai CdA e CdD, sfiorando il 59% (si era attestata al 53,46% l’anno precedente) mentre la componente straniera cala al 41%.

Il 47,17% di chi fa accesso ai punti di Ascolto o di Distribuzione del territorio ha un figlio minore a carico, mentre il 45,28% vive solo. Il 72,22% vive in una casa in locazione.

Come già rilevato nel precedente Report sulla Povertà redatto dalla Caritas diocesana di Gorizia, anche nell’annualità 2025 si riducono i disoccupati tra coloro che si rivolgono ai CdA e CdD, crescendo di contrapposto in termini percentuali coloro che risultano in uno stato di povertà pur avendo un lavoro, i cosiddetti "working poors".

"Un contratto di lavoro non è un vaccino che ci rende immuni dal rischio di scivolare nella povertà", commentano i referenti Caritas.

Confrontando infine gli anni 2024 e 2025 si rileva un incremento tra le persone che hanno avuto accesso ai punti di Ascolto e di Distribuzione di coloro che si trovano in una situazione di multiproblematicità: crescono infatti sia coloro che hanno un disagio abitativo, sia coloro che hanno un problema di salute, sia coloro che hanno una problematica nella sfera familiare.

Il Report è frutto del lavoro della rete dei Centri di Ascolto e di Distribuzione presente sul territorio dell’Arcidiocesi di Gorizia, composta dal Centro di Ascolto diocesano, sito in via Garzarolli a Gorizia, e dai 16 punti di prossimità diffusi in tutti i decanati. 

Questa rete offre 39 ore alla settimana di apertura al pubblico grazie all’impegno di 86 volontari e di un operatore professionale che coordina la rete.

Tale rete ha incontrato nel 2025 un totale di 689 famiglie, pari a 1.672 persone, numero in diminuzione rispetto ai dati rilevati nel 2024 (838 nuclei familiari pari a 1.958 persone), ma in linea con l’annualità 2023 (688 famiglie, 1.612 persone).