Friuli Venezia Giulia
    21 Ottobre 2019 Aggiornato alle 19:42
    Ambiente

    Surriscaldamento globale, allarme per il ghiacciaio del Canin

    E gli esperti annunciano: "Alla fine del secolo a Trieste le notti calde saranno 120. In pianura passeranno da 10 a 80"
    di Eva Ciuk

    Resiste con difficoltà il monte Canin al surriscaldamento globale della terra che ha causato la graduale fusione del ghiacciaio e la sua frammentazione in piccole placche di ghiaccio. Le sue dimensioni sono decisamente ridotte. Fatale l'aumento del numero dei giorni molto caldi, quasi raddoppiati rispetto agli anni '90. una situazione destinata ad aggravarsi, se non si ridurranno le emissioni di gas che alterano il clima provocando l'incremento delle temperature estive e invernali. In Friuli Venezia Giulia dal 1961 al 2016 la crescita della temperatura media in pianura è stata pari a quasi 0,3 gradi ogni decennio. A lanciare l'allarme Federica Flapp dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente, parlando dei cambiamenti climatici  e del loro impatto sul sistema economico e sociale della regione.
    Alla fine del secolo, a Pordenone, Gorizia e Udine, "le notti calde passeranno dalle 5-10 a cui eravamo abituati tra la metà degli anni '70 e '80 a 70-80 - ha spiegato l'esperta illustrando lo scenario peggiore possibile -. I giorni caldi saliranno dai 20-30 ai 90-100". "Viceversa a Trieste sarà più pesante l'effetto delle notti calde rispetto ai giorni caldi", con oltre 120 notti e 70 giorni. Mentre "i giorni di gelo andranno a diminuire un po' in tutte le località della Regione".
    
    					

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