Friuli Venezia Giulia
    26 Febbraio 2020 Aggiornato alle 14:20
    Economia & Lavoro

    "Politiche più incisive per rilanciare l'occupazione"

    Trieste, l'attivo regionale unitario di Cgil, Cisl e Uil con l'ennesimo allarme: lento il recupero dopo la crisi e giovani sempre più penalizzati
    di Elisabetta Zaccolo

    Un recupero trainato dal terziario e da un'occupazione debole, un settore importante come quello manifatturiero che subisce la perdita di quasi 30 mila posti nel decennio 2008-2018, la ripresa della cassa integrazione. L'analisi di Cgil, Cisl e Uil al centro dell'attivo unitario che si è tenuto a Trieste, con 300 delegati. Preoccupano crisi e vertenze difficili, non solo a Trieste, sottolinea Giacinto Menis, segretario generale della Uil, che ricorda come nell'industria gli anni della crisi siano costati 17 mila posti in Friuli Venezia Giulia e oggi solo nel capoluogo regionale altri 6 mila siano quelli a rischio, e spesso sul giro d'aria ci sono piccole e piccolissime aziende che scompaiono nell'indifferenza dei media.
    Arenatosi il confronto con la Regione sulla riforma sanitaria - denunciano i sindacati - desta allarme la stagnazione dell'occupazione giovanile. Per il segretario regionale della Cgil, Villiam Pezzetta, un lavoro incerto e mal pagato non può garantire il futuro né a chi è costretto a farlo né all'intera comunità.
    Ingeneroso e sbagliato accusare l'attuale giunta regionale di queste situazioni di crisi, sostiene il segretario generale della Cisl Alberto Monticco, ma serve una politica più incisiva.
    
    					

    Potrebbero interessarti anche...

    
    					
    						

    Altri video da Economia & Lavoro