Friuli Venezia Giulia
    18 Settembre 2020 Aggiornato alle 08:10
    Cronaca

    Un patto per liberare le schiave della prostituzione

    Centinaia di donne ostaggio di clan mafiosi africani e dell'est Europa. E con loro, spesso anche i figli. In Fvg il progetto "In rete contro la tratta" che offre rifugio e tutela a chi cerca di sfuggire a protettori e organizzazioni criminali
    di Francesca Terranova

    Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Trieste Leonardo Tamborini spiega il fenomeno della tratta delle donne nigeriane, una realtà anche in Friuli Venezia Giulia. 

    Per la maggior parte sono nigeriane, altre vengono dall'est Europa. In entrambi i casi per uscire dalla schiavitù bisogna rompere due legami fortissimi: quello del vudù e quello con il proprio fidanzato, che nel caso delle donne dell'est coincide con il magnaccia.

    La Regione Friuli Venezia Giulia finanzia il progetto "In rete contro la tratta" insieme al dipartimento governativo delle Pari opportunità, alle aziende sanitarie e ai Comuni, per aiutare donne e trans ad abbandonare la strada e la paura. 

    E' un fenomeno sommerso. Spesso è grazie al passaparola di chi ce l'ha fatta che le donne si convincono a chiedere aiuto oppure dietro suggerimento dei servizi sociali o dell'immigrazione. Il progetto anti tratta prevede un massimo di 60 posti letto in Regione, 17 di questi sono a Trieste. Ma non bastano come afferma Hermine Gbedo, coordinatrice per Trieste del progetto regionale anti tratta.

    Nel servizio anche Barbara Poldi, operatrice ed educatrice comitato per la onlus "Diritti civili delle prostitute" che ha sede alla casa internazionale delle donne di Trieste.

    E c'è il sito "Osservatorio interventi tratta.it"  e il numero verde 800 290290 a cui rivolgersi per iniziare ad uscire dallo sfruttamento sessuale o lavorativo.
    
    					

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