Friuli Venezia Giulia
    09 Agosto 2020 Aggiornato alle 13:12
    Cronaca

    Sci alpinismo, tutte le insidie di Sella Nevea

    Il ghiaccio che si è formato su alcuni versanti crea trappole pericolosissime. Nonostante i ripetuti avvisi, molti sono disposti ad assumersi rischi notevoli pur di sciare fuori pista
    di Paolo Roncoletta

    Quattro soccorsi nella stessa zona a Sella Nevea in meno di tre settimane non sono un caso. Due i punti critici vicinissimi, il traverso sotto il Golovec e il pic Majot a loro volta vicini alla stazione di arrivo della funivia Funifor. Nell'ultimo incidente del 12 gennaio 2020 si è sfiorata la tragedia: due sci alpinisti austriaci sono scivolati per 300 metri - e 100 di dislivello - riportando diverse fratture, ma rimanendo miracolosamente vivi. E un terzo sci alpinista è rimasto bloccato sul traverso dal ghiaccio.

    Alla base di tutto, le particolari condizioni meteo di novembre e dicembre che hanno fatto sì che alcuni versanti nord si ricoprissero con uno strato ghiacciato pericolosissimo. Insomma non siamo ancora in primavera e certi versanti nord all'ombra sono molto insidiosi, ma gli sci alpinisti continuano a frequentarli.

    Sci, pelli di foca e "rampant" non bastano, spiega nel servizio Sergio Buricelli, presidente del Soccorso alpino Fvg: in queste condizioni vanno tolti gli sci, calzati i ramponi e conviene anche disporre di una corda di sicurezza.
     
    
    					

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