Friuli Venezia Giulia
    26 Ottobre 2021 Aggiornato alle 10:31
    Società

    I volontari che curano i piedi di chi è in cammino

    Un'associazione, a Trieste, si prende cura dei piedi dei migranti arrivati in città attraverso la rotta balcanica. Una storia di solidarietà spontanea e concreta

    Mani che danno cibo, medicine, mani che curano piedi martoriati dai chilometri fatti rincorrendo una vita migliore.

    Le mani sono quelle dell'associazione "Linea d'ombra", fondata da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, marito e moglie. Vanno incontro ai migranti in arrivo a Trieste, pakistani e afghani, ma anche algerini, curdi e iracheni. 

    Più di 45 mila persone sono approdate in Bosnia nel 2019. Hanno scelto la rotta balcanica e molti di loro, a volte in fuga dai campi profughi croati, sono a Trieste di passaggio; si ritrovano davanti alla stazione dei treni, come una famiglia afghana, padre, madre e bimbo di 10 anni, che dopo qualche ora di sonno su una panchina vuole ripartire sperando di arrivare in Francia.

    Un calzaturificio piemontese ha donato una settantina di scarpe ma c'è anche chi, a passeggio con il cane, ha visto curare i piedi dei migranti e ha voluto subito comprare delle scarpe per un gesto di solidarietà. Mani che fanno rete: quello che sognano Lorena e Gian Andrea. 
    
    					

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