Friuli Venezia Giulia
    25 Settembre 2020 Aggiornato alle 16:28
    Politica & Istituzioni

    "Foibe, persecuzione mascherata da rappresaglia"

    Il messaggio del presidente della Repubblica Mattarella per il giorno del Ricordo. Lunedì 10 febbraio la cerimonia solenne alla foiba di Basovizza con il ministro D'Incà e molti parlamentari tra cui Salvini e Meloni
    di Lucio Bondì

    Una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata. Una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole. Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definisce la tragedia delle foibe e dell'esodo istriano-giuliano-dalmata in un messaggio per il giorno del Ricordo.

    "Una sciagura nazionale" continua la dichiarazione "alla quale i contemporanei non attribuirono per superficialità o per calcolo il dovuto rilievo. "Ed esistono ancora -ammonisce il capo dello Stato- piccole sacche di deprecabile negazionismo". 

    Parole accolte con favore dalla politica regionale e nazionale: "Grato per le parole chiare di Mattarella", dice il governatore della Regione Massimiliano Fedriga. Della stessa opinione l'ex presidente del parlamento europeo antonio Tajani (Forza Italia) e Giorgia Meloni, di Fratelli d'Italia.
    Per Luigi Zanda, del Partito Democratico, "Un invito a ricordare, ma anche ad approfondire la verità storica contro il negazionismo e ogni forma di strumentalizzazione".

    In mattinata il presidente della Repubblica ha assistito, al Quirinale, al concerto celebrativo del giorno del Ricordo.

    Lunedì 10 febbraio alle 10.30, la cerimonia solenne al sacrario della foiba di Basovizza a cui prendereanno parte il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D'Incà, il prsidente Fedriga, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e diversi parlamentari fra cui l'ex ministro Matteo Salvini della Lega, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, Maurizio Gasparri di Forza Italia e, per il Pd, Luigi Zanda, Debora Serracchiani e Tatjana Rojc.
    
    					

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