Friuli Venezia Giulia
    19 Febbraio 2020 Aggiornato alle 14:26
    Società

    L'esodo visto con gli occhi dei bambini

    Due storie sull'esodo con protagonisti bambini che allora furono testimoni del dramma degli esuli. Storie di isolamento e sofferenze che ci Invitano a riflettere sulle conseguenze che ancora oggi segnano chi le ha vissute e i loro discendenti
    di Lara Boccalon

    Nata dopo l'esodo, la sua storia di figlia di esuli fiumani, Daniela Conighi, intervistata nel servizio, l'ha scoperta solo da adulta, chiusa dentro ad una valigia che le era stata tenuta nascosta e recapitatale a casa a Udine. Una verità drammatica che i familiari le hanno sempre taciuto. Difficile per lei dare ragioni a quel silenzio di dolore dentro casa e ancora più inspiegabile appariva ai suoi occhi l'ostilità che le veniva dimostrata fuori. Il suo oggi e' uno sguardo su un aspetto dell'esodo anche dei più piccoli.

    Quando ha cominciato il suo peregrinare con la famiglia da Pola all'Italia, Sergio Satti di anni ne aveva undici. Oggi ne ha 86 e lo incontriamo in uno dei quattro villaggi giuliani costruiti per gli esuli a Udine. Radici per lui strappate anche nel nome. I beni abbandonati con l'esodo dalla sua famiglia solo in parte gli sono stati risarciti. A Pola fa ritorno una volta l'anno, se può insieme a figli e nipoti. "A 86 anni- dice- i ricordi sono sempre più nitidi e indelebili". 
     
    
    					

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