Friuli Venezia Giulia
    30 Maggio 2020 Aggiornato alle 10:17
    Economia & Lavoro

    Sei milioni ai più bisognosi assegnati attraverso i Comuni

    Sindaci al lavoro per individuare le priorità. Difficile però individuare fasce omogenee sul territorio regionale
    di Andrea Saule

    Il timore è che i sei milioni di euro destinati ai comuni della regione dal governo come sostegno alla spesa alimentare possano rivelarsi inutili per chi ne ha davvero bisogno. Nei 215 municipi del territorio la mattinata è stata un lungo susseguirsi di videoconferenze tra sindaci, assessori, servizi sociali e protezione civile. L'impressione però è condivisa: questa volta i servizi comunali o intercomunali potrebbero non conoscere i potenziali beneficiari dei buoni spesa o della distribuzione diretta di generi di prima necessità.

    La motivazione è da cercare non tanto nel numero di persone, quanto nella fascia. Da Udine,dove si è conclusa una riunione sul tema, l'assessore alle politiche sociali Barillari ci spiega: "La misura non è in contrasto con altri sostegni comunali o per esempio con il reddito di cittadinanza, ma chi ha già percepito normalmente questi aiuti non rappresenta la priorità". Il comune farà convenzioni con i supermercati e si muoverà con buoni spesa simili ai buoni pasto dei dipendenti pubblici, ma ha chiesto alla Regione aiuto su come individuare chi ha bisogno per avere anche omogeneità con il resto del territorio.

    La priorità è infatti chi non ha incassato in questo mese e potrebbe trovarsi in difficoltà, come ad esempio piccoli artigiani, baristi, ristoratori. "Una platea difficilissima da interecettare, anche per fattori culturali: c'è molto orgoglio e quasi "timidezza" a chiedere", ci dice il sindaco di Tolmezzo Brollo. Il comune di Trieste ha chiesto ai cittadini di non affrettarsi negli uffici, per non ostacolare il loro lavoro proprio ai fini dell'erogazione della misura. I centralini dei servizi sociali dei capoluoghi di provincia hanno ricevuto  decine di chiamate e segnalazioni, spesso però non pertinenti o proprio  da parte di chi percepisce già altri sostegni al reddito.

    Quello alla spesa alimentare, che sarà modulato dai comuni , è riservato ai residenti, e non è necessario presentare l'Isee. Ogni comune avrà a disposizione immediatamente una cifra che dipende dal numero di residenti e da un parametro complesso sulla ricchezza del territorio. A Trieste è di 1 milione e 78 mila euro, a Udine di 526 mila euro,  a Pordenone di 272mila euro, a Gorizia 182mila. 

    I 15 sindaci della Lega del Friuli Venezia Giulia hanno firmato una lettera-aperta al premier Conte e al presidente dell'Anci nazionale Decaro. Primi firmatari i primi cittadini di  Monfalcone, Anna Maria Cisint e di Udine Pietro Fontanini. Una lettera per protestare - si legge - contro l'inadeguatezza del provvedimento che ha stanziato 400 milioni per i Comuni italiani. Il documento è una bocciatura a tutto campo dell'azione governativa in questa fase di emergenza. I sindaci della Lega sollecitano "significative risorse straordinarie" - si legge - per far fronte alle effettive necessità locali. I sindaci leghisti chiedono anche l'apertura di una fase nuova che preveda il pieno coinvolgimento dei Comuni nelle decisioni che li riguardano. 
    
    					

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