Friuli Venezia Giulia
    03 Giugno 2020 Aggiornato alle 20:34
    Economia & Lavoro

    Sei milioni ai comuni per la spesa dei cittadini in difficoltà

    La regione autorizza la liquidazione degli importi. Municipi al lavoro per individuare i bisognosi. I buoni dovrebbero essere in multipli di 50 euro (di 100 in altri comuni) e quasi completamente elettronici
    di Andrea Saule

    I soldi sono arrivati: sei milioni su conti correnti dei comuni della regione, divisi in base al numero di abitanti; un milione per il capoluogo, 526 mila per Udine di 526 mila euro, 272 mila per Pordenone e 182mila per Gorizia. La regione ha adottato il decreto che autorizza la liquidazione delle risorse messe a disposizione dallo stato.

    Ora c’è da capire come distribuirli a chi ne ha effettivamente bisogno. Serviranno dei giorni per rendere effettivo il decreto governativo di sostegno alla spesa alimentare; soldi in mano subito a chi è maggiormente in difficoltà perchè non ha entrate ormai da  un mese. I sindaci, gli assessori ai servizi sociali e i dirigenti stanno provando a fare la quadra per evitare eventuali furbetti. Pensionati, ma soprattutto persone che già percepiscono altre forme di sostegno al reddito. Che non sono escluse, ma vengono dopo.

    Dal momento che basterà un’autocertificazione, c’è da fare attenzione anche alla composizione dei nuclei familiari. “E’ una sfida davvero difficile, specie con queste tempistiche - ci spiega l’assessore al sociale di Trieste, Carlo Grilli -  Bisogna intercettare una platea che non si è mai rivolta ai servizi sociali". Persone, che, come concorda il collega di Udine Barilari, "hanno anche un certo orgoglio". Sul piano tecnico, tutti i comuni sembrano essere d'accordo: buoni tipo ticket restaurant, da spendere in tutti gli alimentari del comune. Occhio però alle limitazioni: il Comune di Gorizia proibirà l’acquisto di alcolici, ad esempio, e di qualsiasi bene che non sia catalogato come di necessità assoluta. Strada che dovrebbe essere seguita anche nel resto della regione. 

    I buoni dovrebbero essere in multipli di 50 (di 100 in altri comuni), e quasi completamente elettronici, compatibilmente con la fattibilità dal punto di vista tecnico che è ancora allo studio. Tutti i municipi hanno chiesto alcuni giorni per provvedere all’erogazione: la richiesta ai cittadini è quella di non intasare di richieste gli indirizzi di posta elettronica, i telefoni e soprattutto gli sportelli.

    I 15 sindaci della Lega del Friuli Venezia Giulia hanno firmato una lettera-aperta al premier Conte e al presidente dell'Anci nazionale Decaro per protestare - si legge - contro l'inadeguatezza del provvedimento che ha stanziato 400 milioni per i Comuni italiani. Una sostenziale bocciatura dell'azione governativa in questa fase di emergenza. La risposta del Pd, nelle parole Salvatore Spitaleri, componente della Commissione paritetica Stato-Regione Fvg: -"I sindaci della Lega del Fvg rinuncino allora al bonus alimentare che ritengono 'propagandistico' - ha detto Spitaleri - Invece di fare polemica politica considerino il fatto che in questa emergenza proprio ai sindaci è stata data la possibilità di gestire un primo fondo, secondo le esigenze di ciascun territorio".  

     
    
    					

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