Friuli Venezia Giulia
    30 Marzo 2020 Aggiornato alle 10:17
    Società

    Il virus complica il lavoro negli orti e nei vivai

    L'incertezza normativa rende impossibile la vita degli operatori del settore: a rischio un'intera stagione produttiva.

    In questi giorni tante persone avrebbero la voglia e il tempo di curare il proprio orticello rinnovando una prassi domestica sempre più diffusa. Buoni propositi che si infrangono contro la confusione normativa e operativa: secondo alcune interpretazioni, i decreti del governo che avrebbero (anche se qualcuno dice che non è vero) impedito la vendita di semi e piantine.

    La confusione regna sovrana, e gli orti friulani, e non solo, rischiano di rimanere terra di nessuno. Situazione che nel giro di pochi giorni ha mandato in crisi profonda il settore dell'ortoflorovivaismo. Siamo andati a Rivignano, nel vivaio più grande della regione, dove Luca Odorico produce milioni di piante (anche per l'export) ferme ormai da giorni e destinate alla distruzione.

    “Non sappiamo nemmeno noi che fine faranno le nostre piante - ci spiega - perché il nostro mercato è completamente fermo, bloccato. Molti ortì non verranno più coltivati e questo ci  porterà, fra un paio di mesi, a trovarci senza senza prodotto. Per quanto riguarda le piantine da orte, anche qui c'è qualcuno che dice si si possono vendere altri dicono no non si possono vendere questa poca chiarezza porta anche a noi produttori a non sapere cosa fare.”

    Di vasi di fiori in azienda ce ne sono un milione e mezzo, e Odorico - con la morte nel cuore - ha deciso di non bagnarli: “Non sappiamo più come comportarci: ci sono dei costi elevatissimi per poter sostenere tutta la coltivazione. E non so nemmeno se lasciare a casa i miei 30 dipendenti: ci troviamo adesso a dover buttare via tutto e se li lasciassi a casa non saprei neanche come pulirle le serre”. 
     
    
    					

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