Friuli Venezia Giulia
    14 Luglio 2020 Aggiornato alle 20:09
    Salute

    Sanità, a Pordenone le prime Unità speciali di continuità assistenziale

    Affiancheranno i medici di base nella cura a domicilio dei pazienti positivi o ancora solo sospetti che non necessitano di ricovero in ospedale.
    di Natascia Gargano

    Stanno per partire a Pordenone le prime Unità speciali di continuità assistenziale che affiancheranno i medici di base nella cura a domicilio dei pazienti positivi o ancora solo sospetti che non necessitano di ricovero in ospedale.

    L'azienda sanitaria del Friuli Occidentale ha già diramato ai medici di medicina generale il protocollo che ne definisce il funzionamento. Ma per l'operatività bisogna aspettare "dopo Pasqua" ha spiegato il direttore generale Polimeni e l'attivazione sarà graduale.

    Le Usca saranno una per ogni distretto, a partire dal capoluogo. La squadra sarà costituita da una guardia medica e un infermiere del territorio che opereranno tutti i giorni dalle 8 alle 20, in turni di servizio di 6 ore. La sede è quella della continuità assistenziale. 


    Il medico di famiglia valuterà la situazione del paziente al telefono e in caso di necessità, per i casi più critici o con sintomi sospetti, avvertirà il distretto e questo attiverà la visita domiciliare delle Usca. Il personale sarà dotato di tutti i dispositivi per operare in sicurezza al domicilio della persona contagiata o in supporto nelle case di riposo e residenze per disabili. Sarà sanificata ogni girono anche l'auto aziendale. "In questo modo il paziente resta a carico del medico di famiglia e grazie a queste unità con le specifiche protezioni viene seguito in sicurezza anche a casa" ha commentato il segretario provinciale della Federazione dei medici di medicina generale Agrusti.

    Restano da reclutare le squadre. I medici che si potranno candidare su base volontaria saranno principalmente le guardie mediche, gli specializzandi in medicina generale, gli iscritti nella graduatoria per le sostituzioni. "Non credo ci saranno difficoltà a reperire il personale" secondo il presidente dell'Ordine dei medici di Pordenone Lucchini, sin qui soddisfatto della positiva collaborazione con la regione e l'azienda sanitaria. 
    
    					

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