Friuli Venezia Giulia
    02 Luglio 2020 Aggiornato alle 18:22
    Ambiente

    La plastica dovunque

    Quando finisce in mare si spezzetta in parti sempre più piccole, che poi finiscono nello stomaco degli animali, e raggiungono anche le aree più remote del pianeta. Lo dice uno studio a cui hanno partecipato anche ricercatori triestini

    Le microplastiche hanno raggiunto la rete alimentare dell'Antartide. Le prove sono state trovate per la prima volta all'interno di un Collembolo, un piccolo invertebrato lungo un paio di millimetri, e pubblicate sulla prestigiosa rivista scientifica "Royal Society Biology Letters" da un gruppo coordinato dall'Università di Siena e di cui fa parte anche il Sincrotrone Elettra, l'acceleratore di particelle che si trova a Trieste.

    L'animaletto, componente centrale della catena alimentare anche in Antartide, si trovava attorno a un pezzo di polistirolo rinvenuto nel 2016 nell'isola di Re Giorgio, nell'arcipelago delle Shetland meridionali. Un pezzo ricoperto di alghe, muschi e licheni, di cui è ghiotto. Ma dalle analisi effettuate nel Sincrotrone, sono state trovate anche tracce di polistirolo nell'intestino del piccolo organismo. A Trieste ci hanno lavorato Lisa Vaccari e Giovanni Birarda utilizzando la tecnica di spettroscopia infrarossa, come spiega lo stesso Birarda nell'intervista.
    
    					

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