Friuli Venezia Giulia
    10 Agosto 2020 Aggiornato alle 18:40
    Economia & Lavoro

    Scatta il fermo pesca, ma vale solo per i battelli a strascico

    Poco più di un mese di stop. Ma nelle pescherie non mancherà il prodotto fresco e locale. Il settore piegato dalla crisi della ristorazione e del turismo
    di Francesca Vigori

    Sarebbe stato un anno particolarmente ricco di prodotti ittici sia per ragioni biologiche che meteorologiche.

    Ma la pandemia ha colpito anche il settore della pesca in Friulii Venezia Giulia, principalmente orientato su ristorazione, hotel e catering, categorie che, anche dopo il lockdown, sono ripartiti a regime molto ridotto.

    In questo contesto si inserisce il fermo pesca nell'Alto Adriatico, che scatta da oggi (venerdì 31 luglio 2020) e durerà fino al 5 settembre.

    Ma questo non significa, spiegano gli addetti, che ad agosto sulle tavole mancheranno il pesce e i molluschi freschi nostrani.

    A fermarsi per un mese, infatti, sarà solo la pesca a strascico, una ventina i pescherecci dedicati in Friuli Venezia Giulia, ma non quella artigianale, né le draghe idrauliche, né gli allevamenti di pesci e mitili.

    Coldiretti rinnova la richiesta di consentire alle regioni o ai compartimenti (quelli locali sono Trieste e Monfalcone) di scegliere in modo autonomo il periodo del fermo pesca. 

    "I pescatori professionali lavorano tra i 160 e i 180 giorni l'anno - spiega Nicola Moretto, referente regionale pesca della Coldiretti e coordinatore Fvg dell'Unione europea delle cooperative ittiche - La libertà di scegliere il periodo di ferma consentirebbe di rispondere alle condizioni del mercato, alla reale situazione di accrescimento delle varie specie, alle esigenze di manutenzione delle imbarcazioni". 
     
    A fare il punto sugli effetti della pandemia sul settore è Riccardo Milocco, presidente della cooperativa San Vito di Marano Lagunare: "Durante il lockdown, benché in attività, il prodotto ittico era sfavorito rispetto ad altri generi di prima necessità", spiega. "La lenta ripresa dei ristoranti ha colpito in particolare alcune tipologie di molluschi pregiati, come i fasolari, che hanno registrato un calo di richiesta del 70% nei primi sei mesi dell'anno".
    
    					

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