Friuli Venezia Giulia
    10 Agosto 2020 Aggiornato alle 17:50
    Economia & Lavoro

    Smartworking, nel privato piace. Il pubblico punta al rientro in ufficio

    Il lavoro agile tiene a casa centinaia di impiegati e quadri soprattutto nel settore assicurativo. Il 95 pc a Generali, ad esempio. La Regione invece prepara il rientro in ufficio dei suoi dipendenti
    di Anna Vitaliani

    Interi palazzi completamente vuoti da mesi. I colletti bianchi che a Trieste rappresentano soprattutto il mercato assicurativo lavorano ancora praticamente tutti da casa.

    Alle Assicurazioni Generali su 2184 dipendenti complessivi, solo 134 persone si recano fisicamente in ufficio. Le altre 2050 (95%) sono costantemente collegate al pc ma da casa. 

    Lo stesso alla Allianz: conta mille dipendenti a Trieste, il 90 % non vede il proprio ufficio da marzo scorso.

    E ora il Governo con l'ultimo decreto-legge n. 83 ha prorogato lo stato di emergenza fino a 15 ottobre e quindi ha prorogato anche l'utilizzo del lavoro agile per aziende pubbliche e private.

    Fino a quando non si sa. 

    Generali e Allianz - che offrivano come benefit già prima della pandemia 2 giorni a settimana di smartworking - pensano ad un eventuale rientro dal 15 settembre. Ma senza dare precisi dettagli su un eventuale piano. Voci sempre più insistenti di corridoio - ma non confermate dalle società - parlano di prolungamento dello smartworking fino a gennaio 2020.

    Stessa data è quella ipotizzata per i dipendenti delle grandi banche - dice Michela Della Pietra - a capo del collegio sindacale di ABI. Per quanto riguarda invece il suo istituto, Banca di Cividale, filiali riaperte già da metà maggio, attualmente solo 40 dipendenti su 600 complessivi usufruiscono ancora dello smartworking. 

    Nel pubblico si punta al rientro. Fra i 3700 i dipendenti della Regione, il 70% è stato in samrtworking ma ora sta rientrando.
     
    Dunque lo smartworking, scoperto per necessità, alle aziende private piace.
    
    					

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