Friuli Venezia Giulia
    22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 17:23
    Arte & Cultura

    Doppio ruolo per Krylov al Verdi di Trieste

    Il musicista russo, solista e direttore, nella stagione sinfonica d'autunno. Nel programma, il concerto per violino di Mendelssohn, la Campanella di Paganini, e poi Rossini e Čajkovskij

    «Una "musica da camera allargata", in cui tutti noi cerchiamo di suonare insieme e di respirare insieme.»

    Parole di Sergej Krylov, per descrivere il Concerto per violino in mi minore di Felix Mendelssohn-Bartholdy, momento centrale del programma scelto dal maestro russo per la data con l'orchestra del Verdi di Trieste. Programma pieno di Italia, spiega lo stesso Krylov: dentro, infatti, c'erano anche la Sinfonia della Gazza ladra di Rossini, e, alla fine, l'ultimo tempo del concerto di Paganini chiamato "La campanella". 

    Apertura affidata però alla grande tradizione russa, con l'ouverture-fantasia Romeo e Giulietta di Čajkovskij. Anche qui, ovviamente, l'Italia c'entra, sottolinea Krylov, prima di ricordare ai più distratti come, per lui, la direzione d'orchestra non sia affatto una novità.

    «Sono da dodici anni il direttore dell'Orchestra da camera Lituana di Vilnius» spiega. «Un doppio ruolo, quello del solista e del direttore, che non tocca a molti musicisti. Io ho questa fortuna. Sono due ruoli importanti, molto difficili da conciliare, ma che danno dei frutti molto interessanti. E io mi sento molto ispirato, in questa doppia veste.»
    
    					

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