Friuli Venezia Giulia
    22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 17:35
    Spettacolo

    Beethoven, lo sguardo nel futuro

    Il Quarto Concerto per pianoforte del compositore tedesco nel cartellone del Verdi di Trieste. La solista, Mariangela Vacatello: «Sonorità modernissime, e grande umanità» . Jordi Bernacer guida l'orchestra nel Capriccio Italiano e nell'Eroica

    Un omaggio a Beethoven nel terzo appuntamento della stagione sinfonica del Verdi di Trieste. Nel programma, due dei brani più rappresentativi del compositore tedesco: il Quarto Concerto per pianoforte e la sinfonia "Eroica". Alla guida dell'orchestra del Teatro, Jordi Bernàcer. Solista al pianoforte, Mariangela Vacatello.

    «È un lavoro che riflette tutta l'umanità di Beethoven, come accade in tutti i brani composti in questo periodo, nel primo decennio dell'Ottocento» spiega la musicista. «In più, Beethoven immagina già delle sonorità che poi ritroveremo nel Romanticismo, ma anche oltre, fino al primo Novecento addirittura. E soprattutto in questo concerto, lui sperimenta moltissimo il registro acuto dello strumento, i suoi suoni cristalllini.»

    Sperimentazione e poesia che si fondono come per miracolo, in questo Concerto in sol maggiore. Un lavoro che offre difficoltà tutte speciali all'interprete: e quelle puramente tecniche non sono le principali.

    «La difficoltà è nel comprendere tutte le chiavi di lettura» conferma la pianista «andando anche oltre quello che offre la semplice pagina scritta, e creando appunto le sonorità giuste, affinché ci sia una "pace" di esecuzione che non escluda l'irruenza, dove necessario. C'è dunque una sorta di libertà esecutiva, e questa è la difficoltà vera.»

    Serata aperta dal Čajkovskij di più facile ascolto che ci sia, quello del capriccio italiano, ma che poi è stata un omaggio integrale a Beethoven, concluso dalla sinfonia "Eroica", in origine intitolata a Napoleone Bonaparte. Tanto più che come bis, Vacatello ha scelto due dei pezzi più amati e conosciuti del compositore di Bonn: il finale della Sonata op. 27 n. 2, nota come "Al chiaro di luna", e un classico dei classici come "Per Elisa". 
    
    					

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