Friuli Venezia Giulia
    28 Novembre 2020 Aggiornato alle 10:49
    Economia & Lavoro

    Parrucchieri ed estetisti in crisi con l'impossibilità di uscire dal Comune

    In difficoltà gli artigiani attivi nei paesi, la cui clientela arrivava da altri centri limitrofi. C'è chi pensa di chiudere e mettere i dipendenti in cassa integrazione
    di Natascia Gargano

    Nel Friuli occidentale quasi 8 imprese artigiane del benessere su 10 hanno sede in un comune non capoluogo. E con il divieto di spostamento tra comuni, per i quasi 700 tra estetisti e parrucchieri della provincia, che perlopiù lavorano con la clientela dei paesi vicini, significa perdere fino all'80 per cento del lavoro.   

    Dice ad esempio Emanuela Manconi, titolare di un centro estetico a Roveredo in Piano: "Quasi tutte le mie colleghe lavorano con clienti dei paesi limitrofi questa non è una realtà come Milano dove se non vai da un'estetista vai da un'altra ma sei nella stessa città. Quindi non possiamo lavorare con i clienti dei paesi limitrofi però dobbiamo rimanere aperti. A me mi si svuota l'agenda dell'80 per cento dei miei clienti ma devo pagare comunque 10 persone. Come si fa? Chi mi dà i soldi per poter pagare tutto il mio personale?".

    E c'è anche chi ha dovuto sospendere momentaneamente la sua attività, come Valentina Liverotti, titolare di un altro centro estetico: "Purtroppo mi sono vista costretta a chiudere per qualche giorno, a singhiozzo a giorni alterni. La maggior parte delle nostre clienti arriva da fuori Porcia; non potendo raggiungerci noi purtroppo non lavoriamo e mi sono vista costretta a chiudere il negozio. Ora sto vedendo cosa fare con le dipendenti perché mi vedo costretta a rimetterle in cassa integrazione, non ci sono alternative se le cose non cambiano".
    
    					

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