Friuli Venezia Giulia
    23 Gennaio 2021 Aggiornato alle 21:54
    Economia & Lavoro

    Coro dai locali: "Il trend dei contagi non è colpa nostra"

    Sconcerto all'annuncio del divieto di asporto dopo le 18, ma finora poche adesioni all'apertura "disobbediente" di venerdì: "Meglio misure eque"
    di Sebastiano Franco

    Il malumore cresce di pari passo con l'incertezza. Bar e ristoranti fanno i conti con la stretta legata alla pandemia, le chiusure imposte dal governo e i regolamenti che cambiano in base al colore della regione. Secondo il presidente della Fipe-Confcommercio di Udine, Alberto Dalla Mora, il governo nazionale si sta dimostrando sordo alle richieste della categoria e miope di fronte alla situazione di grande difficoltà di un settore che - sottolinea - è incolpevole della situazione sanitaria: su 68 mila controlli in Italia, è stato sanzionato lo 0,18 per cento, dice Dalla Mora, che aggiunge: "Dopo un mese e mezzo di chiusura dei pubblici esercizi il trend dei contagi non è certo calato". E' l'espressione di un sentimento comune tra i titolari e gestori dei locali.

    Dall'incertezza alla protesta il passo può essere breve. #ioapro1501 è il titolo dell'iniziativa collettiva che prevede venerdì 15 gennaio la riapertura ai clienti di bar e ristoranti, ma anche di altre attività come palestre e piscine. Una data non casuale perché quel giorno sarà anche varato il nuovo Dpcm che tra l'altro prevederà l'abolizione del servizio di asporto per i bar dopo le 18. Si rischiano sanzioni, anche di tipo penale. Le liste degli esercizi aperti saranno note sul web da giovedì 14, ma per il momento sembra una protesta che trova pochi sostenitori in Friuli Venezia Giulia.
    
    					

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