Friuli Venezia Giulia
    25 Febbraio 2021 Aggiornato alle 19:21
    Politica & Istituzioni

    "La visita del presidente sloveno alla foiba ha sconfessato i negazionismi"

    Celebrata alla Foiba di Basovizza la giornata del ricordo dei massacri delle foibe e dell'esodo-giuliano dalmata
    di Antonio Di Bartolomeo

    Una cerimonia diversa quest'anno al monumento nazionale della foiba di Basovizza: senza pubblico a causa della pandemia; e priva della tradizionale Messa, sostituita per maltempo da una benedizione dell'arcivescovo Gianpaolo Crepaldi, che ha parlato di "una tragedia per troppo tempo rimossa, dimenticata e negata".

    E' stato, inoltre, il primo giorno del ricordo dopo la storica visita del presidente sloveno Borut Pahor insieme al capo dello stato Sergio Mattarella lo scorso 13 luglio. Un evento ricordato negli interventi degli oratori, a partire dal presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini. 

    Nel suo intervento il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha criticato lo scrittore Boris Pahor che proprio lo scorso 13 luglio sollecitato dalla stampa parlò delle foibe come di "una balla": per Dipiazza, Pahor non può essere eretto ad esempio dei drammi del Novecento.

    A Tito va rimossa l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce conferita nel 1969, ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "Le istituzioni italiane dovrebbero scusarsi per essersi girate dall'altra parte per decenni quando c'era da ricordare la tragedia dell'esodo e delle foibe", ha detto Fedriga, che, come Dipiazza, ha condannato il negazionismo.
    
    					

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