Friuli Venezia Giulia
    25 Febbraio 2021 Aggiornato alle 19:21
    Cronaca

    Perquisita associazione attiva nel sostegno ai migranti

    La polizia nella sede di Linea d'ombra, l'ipotesi di reato per il socio fondatore è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Solidarietà espressa da altre associazioni con una manifestazione in piazza Libertà

    La polizia ha perquisito martedì mattina a Trieste la sede dell'associazione di volontariato Linea d'Ombra. 

    Sede che è anche l'abitazione privata di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, soci fondatori dell'associazione che offre assistenza diretta ai migranti nei punti di ritrovo della città, ma anche in Bosnia e lungo la rotta balcanica. La polizia ha sequestrato un telefono cellulare, computer e documenti. L'operazione rientrerebbe nell'ambito di una vasta operazione coordinata dalla Procura di Trieste che, ha specificato la Questura, punta a contrastare un'organizzazione criminale finalizzata all'ingresso e al transito in Italia di immigrati irregolari a scopo di lucro.

    L'unico indagato di Linea d'Ombra sarebbe, come ha annunciato lui stesso, il vicepresidente Gian Andrea Franchi per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per aver accompagnato nel luglio del 2019 una famiglia curda in stazione e averla aiutata a lasciare la città. Solidarietà è stata espressa da movimenti e associazioni tra cui Consorzio italiano di solidarietà e Legacoop regionale e una settantina di persone che nel pomeriggio hanno dato vita ad un presidio di solidarietà in piazza Libertà, davanti alla stazione ferroviaria, lì dove Linea d'ombra è più volte intervenuta per curare i migranti in transito
    
    					

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