Friuli Venezia Giulia
    20 Settembre 2021 Aggiornato alle 23:09
    Cronaca

    Se vai in Serbia ti puoi vaccinare gratis e si può scegliere anche il siero

    La prenotazione è semplice, meno gestire il viaggio: o meglio due viaggi per due dosi e due ritorni da un paese fuori dall'Unione europea
    di Eva Ciuk

    La Serbia  sta diventando una meta prediletta per il turismo vaccinale. Le partenze dal Friuli Venezia Giulia, si di cittadini italiani che di membri della comunità serba che vivono in regione, sono ancora poche, perchè anche se la procedura per la prenotazione è molto semplice, risulta meno semplice gestire il viaggio o meglio due viaggi per due dosi e due ritorni da un paese fuori dall'Unione europea: al rientro è obbligatorio l'isolamento di 14 giorni e un tampone con esito negativo. 

    Ma perchè la Serbia? Dopo il Regno Unito e la Svizzera, è il terzo paese in Europa per la velocità con cui sta vaccinando i cittadini - al momento circa un quarto della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose . Due i motivi: a gennaio la Serbia è stato il primo paese europeo a ricevere due milioni di dosi del vaccino cinese Sinopharm, e l'organizzazione della campagna, gestita attraverso un sistema di amministrazione digitale chiamato "eUprava", è molto efficiente: il sistema può essere utilizzato anche da cittadini stranieri dall'estero: basta compilare il questionario online (disponibile però solo in lingua serba), e attendere la data e l'orario dell'appuntamento.

    È possibile anche scegliere il tipo di vaccino: Pfeizer, Astra Zeneca, Spuntik e Sinopharm;  anche se dal consolato generale per la repubblica Serba a Trieste che in questi giorni ha ricevuto diverse richieste di informazioni - fanno sapere che per ora sarebbero disponibili solo AstraZeneca e il vaccino cinese, non ancora approvato dall'EMA. 


    Le vaccinazioni in Serbia sono gratuite e senza discriminazioni di età o categoria sociale. il turismo vaccinale riguarda anche i cittadini degli altri paesi balcanici, dove la campagna è in ritardo. Paesi ai quali la Serbia ha già donato alcune migliaia di dosi. 
    
    					

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