Friuli Venezia Giulia
    18 Maggio 2021 Aggiornato alle 15:08
    Economia & Lavoro

    Senza microchip rischia di frenare anche l'automotive regionale

    I produttori, come Cina e Corea, privilegiano la richiesta interna. E l'aumento dei prezzi delle materie prime si farà sentire sulla ripresa industriale
    di Giovanni Taormina

    La crisi mondiale dei microchip rischia di ripercuotersi sulle aziende del Friuli Venezia Giulia. Un fenomeno causato dalla pandemia di Covid che ne ha visto aumentare il fabbisogno a causa di un grande aumento della richiesta di strumenti elettronici. I paesi asiatici, principali produttori di microchip, come Corea del Sud e Cina, hanno privilegiato soprattutto il loro mercato interno e la produzione di chip per strumenti tecnologici comuni come tablet e cellulari Ecco perché il settore dell'auto è stato penalizzato causando il temporaneo stop produttivo di importanti stabilimenti di auto. 

    Ma gli effetti della pandemia si sono riversati anche su altre materie prime utilizzate da diverse aziende causando un continuo aumento di prezzi di acquisto come le materie plastiche, le lamiere e l'acciaio. Tutti fattori con cui fare i conti per il rilancio del settore industriale della regione.


    (Nel servizio il presidente di Carnia Industrial Park Roberto Siagri e Fabiano Venuti della Fim Cisl Alto Friuli)

    
    					

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